Attenzione
Vaccini in ambulatorio, si parte a rilento
Immunità agli ultra ottantenni: i medici di famiglia aderiscono, ma hanno solo sei dosi al giorno. Manfredi: troppo poche
massa-carrara. Sei dosi per medico, un flacone Pfizer che una volta perforato dovrà essere iniettato entro quattro ore. I sei pazienti dovranno essere vaccinati in quell’arco di tempo.
È iniziata la campagna vaccinale degli anziani, degli over 80 per dirla come chi ama declinare all’inglese questa fascia d’età. Una settimana fa sono stati vaccinati i primi 84 anziani, da 14 medici distribuiti su 12 province. Una prima giornata servita, citando le parole usate dall’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini «ad affinare la macchina organizzativa». In questi giorni si sono svolti webinar con i medici di famiglia e sono state allestite le farmacie ospedaliere in cui saranno conservati i vaccini. I Pfizer devono essere tenuti a –80°. I medici, che dovevano dichiarare la propria disponibilità tramite registrazione al portale regionale, hanno aderito in massa. Sono 2. 700 in tutta la Toscana. Alta l’adesione anche in provincia di Massa-Carrara, come conferma il presidente dell’Ordine Carlo Manfredi.
«Ciascuno di noi è stato chiamato a fare uno screening del numero di pazienti over 80 a proprio carico. Io, ad esempio, ne ho 165. E sono qui ad augurarmi, fortemente, che a questa prima dose di vaccini ne seguano già dalla prossima settimana, un numero più consistente».
Sei vaccini non sono in effetti molti. Si confida, nonostante le notizie contrastanti, che Pfizer e Moderna, le due tipologie di vaccino che saranno usate per gli anziani, forniscano – se non quantitativi maggiori – quelli inizialmente promessi.
«Sto ricevendo moltissime chiamate – spiega il dottor Manfredi – Mi chiedono delucidazioni, spiegazioni, conforto».
Conforto? «Sì. Ci sono tante categorie a rischio che devono aspettare per il vaccino, e non mi riferisco solo agli over 80. Il fratello di un ragazzo down mi chiede quando potrà essere immunizzato. Rientra in una categoria a rischio, ma è giovane, e quindi aspetta. Prendiamo poi – aggiunge Manfredi – gli ipertesi, gli obesi, i diabetici. Sono molto preoccupato per queste categorie di pazienti. Ripeto, l’auspicio è che siano consegnati dalla prossima settimana maggiori quantitativi di dosi».
Con Pfizer non si può andare oltre le sei dosi per flacone. «Con Moderna si può arrivare a undici, e non va diluito. Vaccineremo negli ambulatori. Ho fissato i miei primi appuntamenti. Ci consegneranno le dosi direttamente dalla farmacia ospedaliera, dove sono conservate alla temperatura prevista. Una volta scongelato il vaccino va mantenuto a d una temperatura compresa tra i due e gli otto gradi. Quando il flacone è stato perforato le dosi vanno iniettate entro quattro ore».
E anche in Lunigiana, dove ci sono circa 6mila persone che hanno più di 80 anni di età, la partenza è a singhiozzo. «Sono una ventina i medici di famiglia che inietteranno i vaccini, sei dosi a settimana, corrispondenti ad altrettante persone, in un determinato giorno a ciò dedicato», spiega il medico lunigianese Elisa Cocchi, la quale ci aiuta a capire qualcosa di più sulle modalità di somministrazione: «In attesa che arrivi anche il vaccino di Moderna, si inizia col vaccino della Pfizer Biontech, che, però, è un preparato molto delicato rispetto a quello di Moderna. Per questo gli anziani in predicato di vaccinarsi devono recarsi presso gli ambulatori dei medici di famiglia, dove verrà loro iniettato il siero con l’ausilio di personale infermieristico fornito dall’Asl. Invece, quando sarà disponibile il preparato di Moderna, essendo questo molto più maneggevole, potranno essere i medici stessi a recarsi nelle case degli anziani». Perché il composto Pfizer Biontech deve essere conservato a meno 80 gradi e una volta arrivato in farmacia, dove i medici di famiglia passeranno a ritirarlo, ha una durata di soli sei giorni in un normale frigorifero. —
Tiziana Gori
Gianluca Uberti
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