Il Tirreno

il futuro del centro storico 

Chiedono al Comune di avere un incontro ma Persiani e Balloni mandano una lettera

Chiara Sillicani

Missiva inviata a chi ha chiesto la revisione del regolamento Glii esercenti speravano in una convocazione, magari on line

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Chiara Sillicani

MASSA. La lettera parte da via Porta Fabbrica: il mittente è sempre lo stesso e sempre uguale è il testo. I destinatari, invece, sono diversi e pure numerosi. Sì perché il sindaco Francesco Persiani e l’assessore alle attività produttive Paolo Balloni, che quella lettera l’hanno scritta, decidono di inviarla a 150 tra esercenti ed artigiani. Tutti quelli che esprimono perplessità e timori sul nuovo regolamento del commercio. Lo scorso 5 febbraio, infatti, all’ufficio protocollo del comune arriva un documento in cui chi lavora nel commercio mette nero su bianco tutto quello che del nuovo regolamento proprio non gli va giù, dai termini per mettersi in regole con tende, vetrine e insegne, all’accesso ai contributi a fondo perduto. La richiesta è chiara: un confronto e l’eventuale revisione del regolamento a cui il consiglio comunale ha detto sì l’ottobre scorso. In calce al documento ci sono i nomi di 150 esercenti, gli stessi che nei giorni scorsi si ritrovano la lettera del sindaco e di Balloni nella cassetta della posta. E a qualcuno la soluzione “lettera” non va giù: attendeva una convocazione, arriva una missiva. Uguale per tutti. Con un invito: quello di contattare la segreteria dell’assessore Balloni “per approfondire il tema”. Tra i commercianti c’è chi – ma senza metterci faccia e nome – si lamenta perché contava su un incontro entro 10 giorni, magari su piattaforma on line, e si ritrova con una lettera, l’amministrazione, però, assicira che non solo la concertazione già c’è stata, ma pure ci sarà: «Lo scorso gennaio è stata promossa un’ assemblea pubblica sul tema – ricorda Balloni – poi è arrivato il Covid, ma la concertazione con le associazioni è proseguita». Associazioni che in una prima fase al regolamento hanno pure detto sì, salvo evidenziare adesso qualche perplessità. Contattate, ieri, preferiscono rimandare commenti e valutazioni al nuovo incontro, in programma per mercoledì.

In attesa di quell’incontro, dalle scrivanie di palazzo civico partono 150 lettere, tutte uguali in cui sindaco e assessore intervengono su alcuni aspetti del regolamento, quelli, in particolare, su cui i commercianti hanno parecchi dubbi. Persiani e Balloni ribadiscono che l’atto punta a valorizzare, e non a penalizzare, il settore ed è arrivato – spiegano – dopo “approfonditi studi dello stato attuale del commercio, con sopralluoghi strada per strada”, quindi entrano nel vivo facendo il punto sulle agevolazioni a fondo perduto, per un massimo di 4mila euro. Se per i commercianti l’ammontare complessivo di quei contributi potrebbe essere insufficiente per l’intero settore, l’amministrazione replica che “la presunzione secondo cui solo alcune attività potranno accedere ai contributi è tecnicamente infondata perché chiunque potrà accedere ai contributi utilizzabili totalmente per l’acquisto di beni strumentali”, per la ristrutturazione dei locali o il parziale adeguamento. E se è vero che una polizza fideiussoria potrebbe essere richiesta, il Comune assicura che il regolamento la prede soltanto in caso il contributo venga richiesto per spese non ancora sostenute. I commercianti esprimono perplessità anche sulla introduzione di “insegne standardizzate”, un appiattimento – osservano – negli stili e nei colori che potrebbe mortificare l’identità di alcune attività rendendolo poco identificabili, il comune, invece, garantisce che i marchi e i loghi registrati non hanno obbligo di adeguamento. Posizione più che diverse, opposte, così distanti da confermare la necessità del confronto e del chiarimento: «Noi ci siamo – è la sintesi di Balloni – 150 persone hanno firmato un documento e noi a ciascuna abbiamo risposto tranquillizzando. Mercoledì incontreremo anche le associazioni di categoria. Rassicuro gli esercenti, ribadisco che sono a disposizione». I commercianti sperano che quella disponibilità si traduca in una confronto ampio, seppure nel rispetto della normativa anti Covid, magari on line. —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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