Il Tirreno

Le analisi di gaia 

Acqua, il batterio era nelle sorgenti Grandi Cartaro

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massa. Gaia ha commissionato a un laboratorio esterno accreditato ulteriori analisi specialistiche, che hanno ricercato e certificato l’assenza di salmonella specie e stafilococchi patogeni nei campionamenti effettuati nei punti di ingresso e uscita del serbatoio di Ischignano e presso la fontana pubblica di via Prado. In un dettagliato comunicato, il gestore idrico fa il punto dopo l’emergenza dei giorni scorsi. E ricorda: «Queste analisi sono state effettuate in linea con la norma che, in caso di presenza di parametri indicatori di conformità, come il Clostridium perfrigens, prevede ulteriori ricerche al fine di escludere eventuali criticità. Le analisi hanno escluso in maniera chiara l’esistenza anche di queste problematiche, confermando quanto già previsto dal gestore sulla base dell’osservazione dei processi di disinfezione eseguiti, della presenza di cloro-residuo in tutti i campionamenti eseguiti sia dalla Asl che da Gaia, e della contemporanea assenza dei parametri microbiologici previsti nella parte del decreto che definisce gli indicatori di potabilità: escherichia coli ed enterococchi».

«Mai nella rete»

Gaia spiega: «In ogni caso, è bene ricordare che, come escherichia coli e enterococchi, il Clostridium non era mai stato riscontrato nella rete di distribuzione cittadina. Il Clostridium perfringen è un batterio che può presentarsi nelle acque superficiali o di sorgente carsica, come appunto sono le sorgenti grandi del Cartaro, dopo eventi meteorologici intensi. Periodicamente ricercato dalle analisi batteriologiche di routine sulle acque potabili del Cartaro (l’ultima analisi risale al 2 febbraio) finora non era mai stato rilevato. “Tale contaminazione pertanto – afferma l’azienda – è da ritenersi un evento di carattere eccezionale».

Gli eventi

«Lavorando in continuo contatto con amministrazione comunale e Asl, come prima azione Gaia ha provveduto ad escludere dalla distribuzione, già nella giornata di giovedì 12, le sorgenti Grandi Cartaro, che essendo di natura carsica, presentavano la maggior probabilità di contaminazione. Contemporaneamente sono stati eseguiti numerosi campionamenti sia sulle sorgenti e i serbatoi di Ischignano, sia in più punti dell’acquedotto. Queste analisi hanno confermato la presenza del batterio Clostridium nelle sorgenti Grandi Cartaro, e nei punti di prelievo in ingresso e in uscita delle vasche 1 e 2 dei serbatoi di Ischignano in maniera residuale, mentre nella rete di distribuzione cittadina non è stato mai rilevato nulla, grazie proprio alla ottima copertura di cloro-residuo presente nell’acqua. Pertanto, come seconda azione, non appena noti i risultati analitici, il gestore il giorno 13 ha provveduto ad effettuare le manovre di esclusione dei serbatoi 1 e 2 di Ischignano dove era stata riscontrata la presenza del batterio. Le nuove analisi Asl, effettuate lunedì mattina e ripetute dalla stessa Gaia, hanno verificato ovunque il ripristino delle condizioni di conformità alla vigente normativa sulle acque potabili».

Il futuro

«Per il futuro sono previste azioni preventive per scongiurare il ripetersi dell’evento. I tecnici di Gaia stanno lavorando per modificare alcuni circuiti idraulici che possano permettere di riattivare il potabilizzatore del Cartaro e poter trattare l’acqua delle sorgenti grandi senza immetterle in rete. La possibilità di scaricare le acque dopo l’ultimo stadio di filtrazione permetterà quindi di poter eseguire prove di funzionalità e di conformità attuando, al fine di ridurre i tempi di ripristino, una preclorazione ad alto dosaggio dell’acqua in ingresso al potabilizzatore, prima della sua reimmissione in rete. L’eccesso di cloro sarà completamente eliminato con il passaggio attraverso i filtri a carboni attivi, di cui è dotato l’impianto. Prima della rimessa in servizio delle sorgenti Grandi Cartaro, del potabilizzatore e dei serbatoi di Ischignano, Gaia chiederà alla Asl i campionamenti di controllo per certificarne la sicurezza». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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