Esposto in procura dei comitati dell’acqua sull’emergenza idrica
E oggi alle 17,30 il sit-in sotto il Comune
massa. L’acqua è potabile, ma oggi scendono in piazza i movimenti L’acqua di tutti, In 500 sulla battigia e Movimento blu Toscana. Non solo, si chiudono i disagi ma non la richiesta di chiarezza.
Come dimostra l’esposto presentato in procura dal Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico. Un tentativo di fare chiarezza e individuare eventuali responsabilità.
«Ci fa piacere che il sindaco Francesco Persiani indaghi in maniera approfondita la vicenda legata al servizio idrico gestito da Gaia spa che ha causato con il “balletto” del batterio “Clostridium Perfringens”, del depuratore “Cartaro” e delle vasche di Ischignano disagi incredibili a circa 15.000 abitanti del comune di Massa», scrivono dal coordinamento comitati. Che però non sono ancora soddisfatti.
«Abbiamo provato in tutti i modi a trovare un dialogo con tutti i sindaci – dichiarano i membri del Coordinamento – per poter avviare con il supporto dei cittadini un processo di trasformazione di questa società idrica integrata (che è di diritto privato) in azienda speciale consortile pubblica. Non sono bastati evidentemente tre convegni nazionali (promossi nei mesi scorsi dal coordinamento e dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, ndr), a cui una buona parte dei primi cittadini dei comuni soci di Gaia hanno partecipato, perché i sindaci dessero dei segnali positivi alle nostre richieste. Come abbiamo avuto modo già di dichiarare, i sindaci sono sordi ai nostri appelli. Abbiamo chiesto loro di esprimersi pubblicamente rispetto a quello che intendono fare». E la risposte non li hanno soddisfatti.
«L’unica risposta pubblica – denunciano –, a parte la dichiarazione del consigliere di minoranza 5 stelle di Massa Paolo Menchini, è stata quella dell’assessore del comune di Massa Pierlio Baratta che proponeva in alternativa, a quanto richiesto a gran voce dai cittadini, un’altra società. Ovvero ci proponeva la ‘società consortile’ che, essendo assoggettata a tutte le regole del codice civile, impedirebbe ai Comuni di svolgere il ruolo che a loro compete. Quindi caro sindaco Persiani, ma l’appello è esteso anche agli altri sindaci, diteci chiaramente quali sono le vostre intenzioni in tal senso. Non ci basta più sentirci dire “Non finisce qui”». —
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