Revocato il divieto: l’acqua si può bere Analisi dell’Asl ok, il batterio è scomparso
Torna alla normalità la situazione per 18mila massesi, ma il sindaco dice: voglio sapere come può essere accaduto
massa. Il via libera al brindisi con l’acqua dei rubinetti arriva attorno alle 18,15 quasi un’apericena. Cin-cin, l’acqua “del sindaco” si può di nuovo bere. Basta con le taniche, i pentoloni sul fuoco e tutte quelle casse di minerale che, vabbè, potranno semper essere utili.
Torna alla normalità la vita casalinga di oltre 18mila massesi con la revoca dell’ordinanza di divieto dell’utilizzo dell’acqua firmata dal sindaco Francesco Persiani. La cessata emergenza da Clostridium perfringens, il batterio che ha nuotato per almeno cinque giorni nelle condotte idriche di Gaia, è arrivato subito dopo che l’Unità funzionale Igiene pubblica dell’Asl diretta dalla dottoressa Maria Rosa Luzzoli, ha comunicato l’esito delle ultime analisi sui campioni di acqua della rete che serve il centro cittadino.
Il comunicato dell’amministrazione civica spiega: “Dopo che nei giorni scorsi uno dei serbatoi dell'acquedotto aveva mostrato la presenza di un batterio, il clostridium perfrigens, probabilmente proveniente da vegetali in decomposizione, i campionamenti di vigilanza effettuati dall'Azienda Usl Toscana Nord Ovest in sette diversi punti di prelievo hanno confermato che i parametri sono tornati conformi agli standard di qualità previsti per le acque destinate al consumo umano. Pertanto il Sindaco ha emesso una nuova ordinanza, (la n. 35 del 16 febbraio 2021), con cui viene revocato il divieto di utilizzo dell'acqua distribuita dalla rete civica nelle zone comprese tra viale Roma, l’autostrada, il confine con il Comune di Montignoso e le località Volpigliano, Canevara, Casette, Caglieglia, Il Santo, in considerazione del venir meno delle ragioni, di precauzione e massima prudenza, che avevano condotto all'emissione del divieto”. Il divieto di uso dell’acqua a scopi alimentari (ma anche per lavarsi venivano richieste precauzioni) era scattato nella giornata dell’11 scorso per poi essere esteso, il giorno successivo, a una buona parte della città. Un servizio di rifornimento con autobotti e la distribuzione di bottiglie di acqua Fonteviva organizzati dal Comune hanno cercato di alleviare i disagi della popolazione.
Poco prima della notifica dell’Asl sulla scomparsa del batterio, il sindaco aveva realzionato in consiglio comunale sulle due ordinanze che hanno imposto il divieto di consumo dell’acqua che avrebbe da lì a poco revocato. La vicenda, ha ribadito il primo cittadino, non si è affatto conclusa con il ritorno alla normalità dei parametri dell’acqua: «É mia intenzione chiedere a Gaia una relazione dettagliata su tutto quanto è accaduto e su quanto è stato fatto, chiedendo come sia avvenuta la contaminazione delle sorgenti del Cartaro e dei serbatoi di Ischignano. In particolare chiederò per il futuro un protocollo di sicurezza, che preveda le casistiche in cui si possano escludere le sorgenti o i serbatoi in caso di torbidità delle acque. Asl è stata puntuale, intercettando un potenziale pericolo, il gestore si è messo a disposizione ma dovrà chiarire quali sono le ragioni di questa situazione». —
Claudio Figaia
(ha collaborato
Ivan Zambelli)
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