Addio a Silvio Vita, l’ingegnere colto col pallino della politica
Cresciuto nella Dc, fu candidato sindaco per Forza Italia coordinatore del partito e due volte consigliere comunale
MASSA. Un politico vecchio stampo e di altri tempi, un uomo perbene, ironico, acuto e profondo conoscitore della sua città. È morto Silvio Vita, 81 anni, punto di riferimento a Massa dapprima per la Dc, poi per il centrodestra di Silvio Berlusconi, di cui sposò, con Forza Italia, i principi e le idee, senza smettere mai, dicono, di essere democristiano.
In città era per tutti “l'ingegner Vita”, ingegnere elettronico all'Oto Melara, con la passione per l'urbanistica. Lontano dalla scena politica da parecchi anni, non ha mai smesso di dare le sue opinioni e di fotografare la realtà cittadina guardandola con quei suoi grandi occhiali, che lo caratterizzavano. L'ultima volta che sedette in consiglio comunale con il Popolo azzurro fu nel 2003, sindaco Fabrizio Neri. Ma la sua carriera iniziò negli anni 80, la sua formazione nella Dc lo portò presto a fare politica attiva; sfidò alle elezioni per il sindaco del 1994, Roberto Pucci, con la prima coalizione di centrodestra, Forza Italia, An e Psdi e portò i suoi al ballottaggio con il 23,8%. «Ricordo benissimo le mie prime elezioni comunali – racconta l'ex sindaco Roberto Pucci – Il centrosinistra come al solito si presentò diviso, avevo contro i miei stessi compagni, Sauro Quadrelli mi preoccupava, ma alla fine fu Silvio Vita a portarmi al ballottaggio, fu bravo, un buon avversario». «Era un ottimo giocatore di scacchi – ricorda sempre Pucci – e disputammo una memorabile partita in piazza Garibaldi, io semplice appassionato e lui che invece ci aveva studiato per anni. Mi stracciò letteralmente e io gli dissi: “Almeno agli scacchi sei riuscito a battermi”. Era uno spirito brillante, divertente e con lui si poteva discutere».
Lo ricorda anche la deputata del Pd Martina Nardi: «Siamo stati avversari ma mai nemici. Erano anni interessanti, facevamo insieme l'opposizione alla Margherita, ma allo stesso tempo ci facevamo opposizione tra di noi. Lui un uomo di destra io una donna di sinistra. Erano consigli complicati, accesi; quando si faceva la vera politica». C'è anche il ricordo del deputato 5 Stelle Riccardo Ricciardi, cugino di Silvio Vita: «Faceva politica con la giacca, ma mai in cravatta. Metteva al centro le sue idee, la sua cultura immensa, il suo continuo ragionare. Quella risata, su e giù per via Bastione, mancherà davvero a tutti. Mancherà l’intelligenza, l’acume, la cultura di un uomo che ha fatto politica col dolcevita, perché la sostanza conta sempre più dell’apparenza».
Infine il cordoglio di Forza Italia: «È con commozione e tristezza nel cuore che apprendiamo della scomparsa dell’amico Silvio, compagno di partito. Di lui rimarrà indelebile il ricordo delle mille battaglie in nome della libertà condotte sul nostro territorio», Giovanbattista Ronchieri e Stefano Benedetti.
Il funerale oggi, (martedì 16 febbraio) alle 15,15 nella chiesa della Madonna del Monte. Dopo le esequie la salma proseguirà per il cimitero di Mirteto. —
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