Il Tirreno

Marmo, il Comune prevede di incassare 25,5 milioni di euro

Luca Barbieri
Marmo, il Comune prevede di incassare 25,5 milioni di euro

Le cifre nel bilancio previsionale, dalle multe in arrivo un totale di 2,9 milioni, di cui 2,65 da verbali del 2021 

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Carrara. Quasi 25,5 milioni di euro come entrate dal marmo per il 2021. È questo l'importo – 25,45 per la precisione – previsto alla voce “proventi del settore lapideo” nel bilancio previsionale che tra un mese, o poco più, finirà in consiglio comunale per l'ok dopo il passaggio per l'acquisizione del parere da parte del collegio dei revisori dei conti al fine. E allora, nell'ampia fotografia redatta a suon di cifre sull'anno appena iniziato, partiamo inevitabilmente dal settore marmifero.

«In via prudenziale ci siamo tenuti più bassi come cifre rispetto a quanto incassato negli anni precedenti. È logico che si debba tenere conto di quello che è l'andamento generale: l'anno scorso, con due mesi come marzo e aprile completamenti fermi causa lockdown per il Covid-19, abbiamo chiuso con circa 24 milioni, perdendo circa 2,5 milioni di euro», spiega il vicesindaco con delega sia al marmo sia alle finanze di palazzo civico Matteo Martinelli.

La parola d'ordine, che fa da trait d'union all'intero documento, è dunque prudenza; anche perché, è questo il refrain, il 2020 lascia in eredità l'emergenza sanitaria Covid-19 con nodi sociali ed economici da sciogliere.

«Di questi tempi è d'obbligo, lo sappiamo. Preferiamo quindi gestire nel caso più avanti con delle variazioni; poi in estate c'è stata la revisione al rialzo dei valori medi di mercato soprattutto per i materiali più pregiati (Statuario e Calacatta, ndc): su questo aspetto ci aspettiamo un maggior gettito a parità di produzione», continua sempre il vicesindaco.

Nello specifico – come si legge nella nota integrativa al bilancio previsionale – 4,7 milioni di euro sono previsti come entrate dal canone concessorio degli agri marmiferi comunali; i restanti del totale dal contributo d'estrazione (14,4 milioni dai blocchi; 6,35 milioni di euro dai derivati). E proprio dal contributo d'estrazione un paio di milioni di euro, poco più, saranno destinati ad Asl (per il soccorso cave), Regione Toscana e il Parco delle Apuane; ben 13 milioni di euro invece andranno alla voce “interventi infrastrutturali”: tra questi ultimi (anche qui si parla di poco più di 2 milioni di euro), mutui – 10 milioni – e gestione della strada dei Marmi (un milione). Lo stanziamento per i contenziosi sul fronte lapideo, invece, sarà messo nel consuntivo, viene fatto sapere, da approvare entro fine aprile.

Multe: 2,9 milioni

Allargando lo sguardo al di là degli introiti che vengono previsti dal settore lapideo per il 2021, il documento fotografa anche quelle che sono le previsioni sui proventi dall'attività di “controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti”. E allora di questi quasi 3,5 milioni di euro messi nello schema del previsionale, la voce grossa è rappresentata dalle violazioni al codice della strada: 2,9 milioni di euro; 250 mila euro sono poi sanzioni non pagate, ma con riscossione nell'anno in corso, si assicura (il periodo di riferimento è quello pre-2014); mentre 2,65 milioni sono «relativi a verbali che si prevede di elevare durante l'anno 2021». Un importo quest'ultimo, viene specificato, calcolato in base alla media degli ultimi 5 anni – dal 2015 al 2019 –, senza contare il 2020 perché ovviamente è stato reputato un anno sui generis per via della questione sanitaria e quindi da non utilizzare come metro di paragone. «Più generalmente, parliamo di un documento stilato in piena pandemia dove fare programmazione diventa difficile», chiosa Martinelli. E così mentre con la delibera numero 20 dello scorso 5 febbraio si va ad approvare lo schema del bilancio di previsione dal 2021 al 2023, con un altro atto – il numero 29 – passato in giunta lo stesso giorno, si mette nero su bianco il fronte delle alienazioni a fare il paio con il previsionale.

Le alienazioni

E quindi: 1,2 milioni di euro per il 2021 è il valore complessivo che viene stimato tra lavatoi, uffici, bagni pubblici; diventano 130 mila euro l'anno successivo (con l'ex poste di Miseglia e i bagni pubblici a Gragnana) e oltre 800mila euro per il 2023. In questo caso la maggior parte è garantita dalla struttura dell'ex Cat ad Avenza che vale 640 mila euro, come fabbricato alienabile; «le stime valutative non sono definitive e sono suscettibili di variazioni», viene precisato comunque da piazza II Giugno.

Luca Barbieri

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