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Rinnovo Cda della Fondazione Cassa di Carrara verso un patto Pd-5 Stelle
Oggi il comitato di indirizzo definirà le nomine dei tre membri
Carrara. L’avvocato Sabrina Boghetti in quota Comune di Massa, l’avvocato Daniela Patriarchi in quota Comune di Carrara, l’imprenditore ed ex assessore Roberto dell’Amico in quota Pd, un imprenditore o un imprenditrice in quota Associazione degli industriali. C’è almeno un nome di troppo tra i candidati al Consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. I posti sono solo tre. Il rinnovo del Cda è in programma oggi pomeriggio, la votazione dei tre membri (dei quali due di genere femminile) è di esclusiva competenza del comitato d’indirizzo (Cdi in sigla), composto di nove membri. Il fatto nuovo, rispetto alla partita della presidenza di due anni fa, quando quello che semplificando fu definito il patto-Zubbani, portò all’esclusione della governance della Fondazione i 5 Stelle, è che questa volta i quattro componenti del Cdi di espressione comunale, sui nove complessivi (all’epoca erano undici, poi Isoppi e Chericoni diventarono presidente e vice), hanno un peso determinante. Essendo il voto a maggioranza, solo i cinque altri esponenti compatti potrebbero escludere dall’avere un peso i 5 Stelle. Ma gli altri sono variegati. Ricordiamo che del Cdi fanno parte i quattro di nomina del Comune di Carrara (Michele Santini, Roberto Verona, Marta Marchetti e Marzia Grassi); uno di Confindustria (Nicola Fontanili), uno del Comune di Massa (Luca Benedetti), uno della Camera di Commercio (Barbara Maffei) e due cooptati, Franco Passani e Mauro Bove. Il presidente del Cda Enrico Isoppi (era nella terna della Accademia di Belle Arti) e il vice Sergio Chericoni (fu indicato dalla Camera di commercio) non hanno diritto di voto.
Della vicenda rinnovo si sta occupando anche l’onorevole Martina Nardi: «Credo che sia giusto che il consiglio di amministrazione sia lo specchio di un equilibrio territoriale e delle forze politiche, fra queste il Pd, che si candida a governare il prossimo anno il Comune di Carrara e il Comune di Massa fra due, ma anche i 5 Stelle. Era l’altra volta che non c’era equilibrio, quando furono esclusi dalle nomine al vertice i rappresentanti del Comune di Carrara pur esprimendo quattro membri». Insomma, l’elezione del Cda della Fondazione come una sorta di laboratorio per avviare una alleanza Pd-5 Stelle? «Non la metterei così - ribatte l’on. Nardi - direi che la Fondazione dovrebbe rispecchiare un territorio, in particolare Carrara, ed ora non era così, neppure per le quote rosa».
A quanto risulta, il Cdi di oggi si limiterà a rinnovare il consiglio di amministrazione, rimandando ad un’altra seduta la votazione sul collegio sindacale. L’impressione è che se Barbara Maffei, indicata come vicina al Pd, voterà con i rappresentanti del Comune, sia la Patriarchi o comunque un’altra scelta dei 5 Stelle e Dell’Amico siano certi. Sul terzo nome, sarà probabilmente un derby tra Massa e Industriali, che erano presenti nel Cda con il presidente Matteo Venturi, dimissionario da tempo, fin da quando iniziò ad emergere il problema delle quote rosa.
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