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il lutto 

Addio ad Armido, lo storico arrotino che ha amato Massa

C. S.
Addio ad Armido, lo storico arrotino che ha amato Massa

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massa. Ci sono persone che diventano pezzo di storia e di identità. Armido Fioroni era una di quelle: finché lui c’era, con la sua cappa blu, le mani di chi ha lavorato una vita, c’era anche un filo diretto con quello che siamo stati. Con la vita, le abitudini, i rituali che non ci sono più. Classe 1928, il prossimo 23 maggio avrebbe compiuto 93 anni di cui un’infinità trascorsi alla mola, a fare quello che aveva imparato da bambino: arrotare. Per tutti era l’arrotino, anche dopo che, insieme alla moglie Bernardina, ha aperto lo storico negozi di casalinghi, in via San Pietro, dietro San Sebastiano. Sopra la casa, sotto il negozio. E se la moglie, che se n’è andata sette mesi fa, accompagnava i clienti alla scoperta del piano interrato con miriadi di piatti, bi cchieri e strumenti da cucina, lui la sua mola non la lasciava mai. Se l’era montata sulla bicicletta da ragazzino quando, da un piccolo comune del Reggiano, saliva sul treno, la sua bici sempre con lui, e raggiungeva Cecina, quindi l’Elba per arrotare coltelli e forbici, porta dopo porta. In quel viaggio in treno, lui teneva gli occhi ben aperti e guardava. Le città, la loro progressiva espansione, vedeva – racconta commossa la figlia Emanuela – che lungo la tratta Massa era la città che si ampliava di più. Il boom economico, industriale ed edilizio. Armido ha deciso di stabilirsi in città con la moglie, anche lei emiliana. Poi ha aperto il negozio: la bottega sotto, la casa sopra. I coltelli, le forbici e gli ombrelli che aggiustava con un’incredibile attenzione al dettaglio. Armido, l’arrotino, è conosciuto in città anche per la grossa campana di bronzo che fece costruire e sistemò per un periodo di fronte al suo negozio. Sognò sua madre che – raccontava – lo invitò a realizzare la campana con bassorilievi che ricordassero la sua famiglia e il lavoro. I suoi due fari, i valori a cui ha inspirato una vita intera. La mola, la moglie, le figlie Matilde ed Emanuela. Fino a pochi anni fa, l’arrotino non ha mai lasciato il suo posto. Sette mesi fa il dolore più grande: se n’è andata la sua Dina, la moglie. L’amore di una vita. E lui – racconta Emanuela– ha voluto raggiungerla. Stare ancora vicino a lei. Davanti alla mola, con la sua cappa blu, quella che le figlie hanno voluto sulla bara. A ricordare il suo amore per il lavoro. La sua identità. Domani alle 10 a San Sebastiano i funerali. –C. S.

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