Il Tirreno

l’emergenza

Ancora una mareggiata, è il colpo di grazia alla costa

Chiara Sillicani
Ancora una mareggiata, è il colpo di grazia alla costa

La situazione pesante a Poveromo, all’altezza dei Tornado e della Romanina. Alla Don Gnocchi è rimasto solo qualche ciottolo e le onde arrivano in strada

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MASSA. Per definire la situazione viene da affidarsi alla più scontata delle frasi: al peggio non c’è mai fine. Perché se era chiaro che il nostro litorale – ormai tutto o quasi – se la passa parecchio male, ci ha pensato la nuova mareggiata ad infierire e a tracciare un quadro ancor più drammatico.

Il mare continua ad erodere e colpisce, più che altrove, nella zona di Poveromo di ponente, all’altezza – per consentire di orientarsi rapidamente – dei Tornado e della Romanina. Lì, nella fascia più “nobile” della nostra costa, nella zona in cui per anni dalle cabine il mare si intravedeva, tanto era lontano.

Ieri in quel tratto, invece, le onde lambiscono le cabine e in alcuni punti, anche all’altezza del bagno La bussola, si fanno un baffo dei “muri” di sabbia alzati a protezioni delle strutture. Erodo pure quelli e la spiaggia si riduce al lumicino.

La sabbia è ormai un miraggio nel cuore di Ronchi, ai bagni Il Delfino, L’Artemisia, l’Ida. Ieri mattina, da quelle parti, il mare è all’altezza della casine: la strada in numerosi tratti è una pozza d’acqua il che fa presumere che , durante la notte precedente, le onde abbiano raggiunto il lungomare.

L’unica zona che sembra risparmiata – e il verbo “sembrare” è d’obbligo perchè l’analisi va fatta a mareggiata terminata – è quella a levante di Poveromo dove la situazione è stabile rispetto alle scorse settimane.

Peggiora invece il quadro, nonostante già fosse drammatico, alla Don Gnocchi: lì, proprio al confinr tra lo stabilimento Marchini e la struttura sanitaria, la strada si è arresa da parecchio tempo. Ripristinata, ormai diversi mesi fa, il mare se l’è rimangiata. Ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, le onde continuano ad erodere la base della via e a raggiungere quello che è rimasto della carreggiata. Una serie di transenne impedisce di raggiungere i pochi granelli anche perché superare quelle transenne significa ritrovarsi con i piedi in acqua. La spiaggia alla Don Gnocchi non esiste più, ridotta a qualche ciottolo a confine con la recinzione. I grandi blocchi in cemento, di fronte alla via, al Marchini tentano di opporre resistenza al mare con il loro peso. Ma ieri ci sono parecchie onde che quella resistenza la vincono. Tutto il lungomare in quel tratto – ormai è prassi – non è percorribile: la strada, infatti, è chiusa al traffico, trasformata in acquitrino in alcuni tratti, in “ravaneto” in altri. Un susseguirsi di pozzanghere e sassi che rende la circolazione pericolosa per le auto, ma pure per i pedoni: la spiaggia non c’è più e il mare costeggia la carreggiata, a livello strada.

E non è ancora finita perché i bollettini meteo prevedono che anche oggi, fino a venerdì notte, il vento soffi forte e spinga le onde per metri. E il timore è che quando il mare si ritirerà, sia evidente che si è portato via anche quel pur poco che rimaneva del nostro litorale. Emerge quindi con chiarezza e forza la necessità – che i balneari hanno più volte ribadito – di lavori: sabbia, ma anche un intervento che impedisca alle sempre più frequenti mareggiate distrappare fino all’ultimo granello. —


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