Il presidio
Fiom contro Nca: «I lavoratori sotto una cappa oppressiva»
I segretari regionale e provinciale annunciano l’apertura di una vertenza e chiedono alle Istituzioni di valutare anche la revoca della concessione
Carrara. Attenzione, scrive la Fiom, ai cantieri navali The Italian Sea Group - Nca non è tutt’oro quel che luccica. Massimo Braccini, segretario generale Fiom Toscana, e Umberto Faita, segretario generale Fiom Massa-Carrara, intervengono il giorno dopo l’annuncio dell’interessamento dell’azienda del patron Giovanni Costantino per Perini Navi: «Apprendiamo le nuove mirabolanti imprese di Italian Sea Group: si parla di espansioni di padiglioni, di nuovi bacini di carenaggio, di un'imminente quotazione in borsa, della nascita di un'Academy e di un interessamento sul Gruppo Perini di Viareggio». Ma - osservano, «Purtroppo però, dietro a questo importante player del “lusso” nel panorama della nautica, si nascondono condizioni di lavoro arretrate. All’interno del cantiere di Carrara i lavoratori vivono come in una cappa oppressiva, fatta di ricatti, pressioni indebite e controlli serrati. Si notano - aggiungono - costanti ed eccessive lettere di contestazione e provvedimenti disciplinari ai lavoratori, che ovviamente sono propedeutici ai licenziamenti. Alcuni lavoratori qualche anno fa si sono dovuti incatenare fuori dallo stabilimento a seguito del licenziamento e dopo una lunga lotta furono reintegrati. Altri lavoratori, tutti iscritti al sindacato, furono confinati in un reparto». E vi sono aspetti economici: «L’azienda ha anche disdettato il contratto integrativo di secondo livello. Non hanno ancora provveduto al pagamento contrattualmente previsto dei flexible benefits di 200 euro dovuti ai lavoratori. Si demansionano sistematicamente i lavoratori sgraditi. Anche la gestione della fase pandemica è stata gestita in modo a dir poco discutibile e senza il coinvolgimento dei rappresentati sindacali dei lavoratori». Secondo la Fiom, non ci sarebbe rispetto «della dignità dei lavoratori». E concludono: «I cantieri nautici risiedono sul demanio marittimo, le concessioni vanno rilasciate solo a chi garantisce il rispetto delle persone che lavorano e nell’interesse della collettività, non del profitto privato. Le Istituzioni sono chiamate a fare delle scelte importanti, fino a poter valutare la revoca delle concessioni. Come Fiom apriremo una vertenza e una serie di iniziative contro le condizioni di arretratezza che migliaia di lavoratori stanno subendo nel settore della nautica».
L’azienda, da noi contattata, al momento preferisce non replicare. M.B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
/ Altro servizio a pag. 11
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
