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Si lavora sul piano dell’arenile I nodi accessi e zona ex colonie
Ivan Zambelli
massa-carrara. È ancora prematuro per poterne parlare nel dettaglio, ma l’amministrazione comunale di Massa sta lavorando per un nuovo Piano dell’arenile e dei viali a mare. Si tratta, in sintesi, di uno strumento di pianificazione che consente di rimodulare, migliorare e modernizzare i circa sette chilometri del litorale massese, dalla Partaccia ai Ronchi.
Il comune di Massa si è avvalso per la progettazione di un team esterno, composto da tre esperti: l’architetto Fabio Nardini, il geologo Andrea Piccinini e l’agronomo Francesco Pitta. «Sono persone competenti che si sono già occupate di piani operativi anche nei comuni limitrofi, e che rispondono ai criteri posti nel bando», commenta il sindaco di Massa Francesco Persiani. Martedì scorso c’è stata una riunione di giunta, nella quale c’è stato un primo confronto tra amministrazione ed il team: «Ci siamo voluti confrontare con loro per spiegargli quanto fatto fino adesso, quali sono i soggetti con i quali interfacciarsi, e quali sono le intenzioni dell’amministrazione. Loro devono inserirsi in un contesto che esiste già, per cui tutto deve essere fatto in maniera armonica».
I tre esperti hanno quindi presentato uno schema progettuale, che analizza le problematiche di fondo e propone un percorso. Punto di partenza è stata l’individuazione delle tre grandi aree che compongono i litorale massese: Ronchi-Poveromo, Marina di Massa e Partaccia con le ex colonie. La visione è quella di recuperare e puntare su almeno un aspetto peculiare proprio della zona: «A Ronchi-Poveromo la tutela del paesaggio, a Marina di Massa migliorare la passeggiata, i viali a mare, mentre in Partaccia e zona ex colonie serve una riqualificazione, anche della mobilità, compresa quella “dolce” come piste ciclabili».
Trattandosi quindi di un piano che contempla l’arenile, c’è poi la possibilità di normare ad esempio i varchi a mare, gli accessi alla battigia: «Queste sono cose che vanno ancora approfondite, ma si potrà disciplinare quello che potranno fare gli stabilimenti balneari, nel rispetto dei criteri di tutela del demanio ma anche dello sviluppo delle loro attività di balneazione e di accoglienza turistica». Questa è la parte a medio termine; gli esperti infatti stanno affrontando anche tematiche per così dire “endemiche” nella nostra costa, come la balneazione e la qualità delle acque, ma anche l’erosione. L’idea è di fornire uno strumento che possa anche trovare delle soluzioni: «Abbiamo visto la potenza erosiva delle mareggiate, ed avere uno strumento pianificatore del comune potrà consentire un migliore utilizzo delle risorse che vengono destinate dalla regione e da altri organi, perché esisterebbe già una progettualità». Verrà il tempo anche per i confronti con i portatori d’interesse: «Mi preme precisare che la partecipazione non è obbligatoria; ma ci teniamo a confrontarci con il mondo interessato da questo piano». —
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