Il Tirreno

Rifondazione comunista e Massa città in Comune 

Ricetta per Carrara Fiere: fuori tutti i soci privati rivalutare il ruolo pubblico

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Carrara. Rifondazione Comunista provinciale e Massa Città in Comune osservano: «Solo la pandemia ha costretto gli azionisti pubblici di Carrara Fiere a rivalutarne il ruolo destinandola all’interesse prevalente delle nostre comunità con la centrale di tracciamento e vaccinazione. Un primo passo insufficiente rispetto a quanto chiediamo da quasi un anno, non ci soddisfa nemmeno il fatto che la Procura della Repubblica potrebbe trasferire lì i dibattimenti per i processi con più indagati. Fallimentare è stato l'approccio di tutta la politica locale nel non considerare quello spazio una soluzione tampone e temporanea per avere scuole in presenza in sicurezza come fatto alla Fiera di Bologna. Il negazionismo dei tecnici della Provincia di Massa-Carrara sull'utilizzo di quella sede meriterebbe una seria presa di posizione del Presidente Lorenzetti».

«Però - si fa notare - quando c’è da fare le passerelle a Carrara Fiere sono tutti presenti i nostri politici, specialmente quando le scelte ce le impone Firenze. Adesso dovremmo attendere un piano industriale calato dall'alto con un socio di maggioranza come il Comune di Carrara che è inerme privo di idee e strategie industriali. Noi ripetiamo qualora ce ne fosse bisogno la nostra posizione. Il primo passaggio è la ricapitalizzazione totalmente pubblica con l'estromissione dei soci privati nell'azionariato. Il secondo passo è una rivalutazione del ruolo pubblico di Carrara Fiere che si integri con tutti i tradizionali eventi fieristici che sin qua l'hanno caratterizzata. Molto bene l'utilizzo di quello spazio per eventi sportivi a cui vorremmo fossero affiancati eventi culturali e scientifici. Invitiamo tutti i comuni di costa e delle aree interne ad accrescere la quota in Carrara Fiere, soprattutto la Provincia deve rivedere le sue scelte di cessione. Inutile parlare del naufragio isolazionista di Persiani e di tutta l'amministrazione di Massa che ormai stanno facendo solo danno ai massesi con una cessione della quota che non trova acquirenti ma che sospettiamo potrebbe essere destinata a qualche ricco capitalista del marmo», si conclude la nota.

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