Il Tirreno

Partono dal Salvetti i tamponi a campione nelle scuole di Massa

Ivan Zambelli
Partono dal Salvetti i tamponi a campione nelle scuole di Massa

Occhi lucidi per il fastidio dopo il test per i primi ragazzi controllati nel progetto “Scuole sicure”, ma prevale la soddisfazione

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MASSA. Un po’ agitati, ma contenti di poter aderire a questa campagna di screening nelle scuole. Ieri mattina è ufficialmente partita la campagna “Scuole sicure”, il progetto toscano che prevede test antigenici periodici ad un campione di studenti delle superiori, selezionati in un’intera sezione, allo scopo di monitorare e contenere la diffusione del covid nelle scuole. Ad iniziare la campagna è stato l’istituto professionale Salvetti di Massa, con i primi 25 studenti della sezione C, indirizzo socio-sanitario.

Apripista sono stati i ragazzi e le ragazze di 5C: Nicolas Bardini, Benedetta Bertelloni, Elena Ricci, Allyson Fioravanti e Giacomo Bonugli. Un po’ tutti si sono detti abbastanza agitati, come del resto è normale, dato che nessuno di loro si era mai sottoposto ad un tampone oro-faringeo; ma su 23 compagni di classe, tutti hanno aderito all’iniziativa: tanta era la voglia, e la maturità, di far parte di questo gruppo che da qui a fine anno avrà la fortuna di essere costantemente monitorato.

«Abbiamo scelto questa sezione –spiega la vicepreside Ginetta Fruendi– non solo per l’indirizzo, ma anche per il carattere di molti studenti, che sono particolarmente sensibili a questo problema. Alcuni sono anche impegnati nel volontariato». Certo, come nota Giacomo Bonugli «forse era meglio sottoporre al tampone tutta la scuola, perché se poi dovesse risultare positivo qualche altro studente o un professore che gira in altre classi saremmo punto a capo. Ma va bene lo stesso», conclude.

E così alle 9. 30, quando sono arrivati i medici e gli infermieri dell’Ufficio igiene, i cinque sono andati fuori dall’aula covid, classe allestita a questo scopo, ed hanno aspettato distanziati il proprio turno. In pochi minuti hanno fatto il tampone orale e doppio nasale, per poi uscire dalla stanza con gli occhi lucidi; ma non per l’emozione, bensì per il fastidio provocato dal test.

«Mi ha dato troppa noia», è la prima reazione di Benedetta Bertelloni; chi ha reagito meglio è Elena Ricci: «È andata bene dai. Un po’ fastidioso, ma pensavo peggio». Stesso commento da Allyson Fioravanti. «Alla fine è più il pensiero che altro», osserva Giacomo Bonugli mentre attende il suo turno. Passata quindi l’agitazione, la prima cosa che hanno chiesto i ragazzi è stata quando avranno le risposte. «Dalle 6 alle 12 ore, domattina troverete tutto sul sito. Se poi c’è qualcosa vi chiamano loro», gli risponde la vicepreside. A seguire sono poi arrivati i ragazzi di prima, seconda, terza e poi della quarta, gli ultimi della giornata. Anche qui, Ester Pierro e Alice Sirocchi, al quarto anno ma già maggiorenni, hanno atteso il proprio turno pure loro con un po’di ansia, nonostante avessero già fatto in passato dei tamponi. Per Alice Sirocchi «è un bel progetto, per tutelare non solo noi ma anche le persone che ci stanno accanto. In classe ne abbiamo discusso tanto, perché alcuni non hanno voluto aderire. Ma è giusto».

«Abbiamo pure la possibilità di farlo a scuola –aggiunge – senza dover aspettare i tempi dell’Asl. È una cosa positiva, a scuola si sta sempre a contatto. Puoi stare attento quanto vuoi, ma basta una piccola distrazione. Visito spesso i miei nonni e questo mi fa stare più sicura». –

 

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