Il Tirreno

maltempo in lunigiana 

La piena spazza via il furgone Bartolini Frane, chiuse otto strade provinciali

Tiziana Gori
La piena spazza via il furgone Bartolini Frane, chiuse otto strade provinciali

Trascinato dalla corrente del Magra il mezzo del corriere espresso da nove mesi sul ponte di Albiano Succisa Poderi, la storia di Katia Dentone: abbiamo visto i macigni caderci davanti, vivi per miracolo 

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Tiziana Gori

aulla. Due le immagini che rimarranno di questa ondata di maltempo: la frana che ha interrotto la viabilità sulla Provinciale 72 da Moncigoli a Posara, pensata come alternativa per la Statale del Cerreto, e il “mitico” furgone rosso Brt spazzato via dal ponte di Albiano. Dove non hanno potuto (e voluto) Anas e un solerte consulente tecnico del tribunale, hanno potuto le acque del fiume Magra, che si stanno letteralmente mangiando i resti del ponte.

Sono otto le strade provinciali chiuse dopo un giorno e mezzo di pioggia, diverse le strade comunali, molte le frane che hanno messo a dura prova un territorio già sofferente.

furgone rosso

Il furgone rosso del corriere espresso Brt ha resistito per mesi a precedenti piene del fiume Magra, seppur non epocali, sulle macerie del ponte che collegava Albiano Magra a Bettola di Caprigliola. Resistendo in totale solitudine, visto che l’altro furgone rimasto bloccato sulla carreggiata sprofondata nel fiume, quello della Tim, rosso anch’esso, è stato rimosso alla fine della scorsa estate.

Ieri mattina, però, non è sfuggito a chi passava dalla Bettola che della sua sagoma rossa non vi era più traccia. D’altronde, il fiume Magra si è gonfiato all’inverosimile nella notte fra venerdì e ieri, arrivando a sfiorare i cinque metri di altezza, complici le piogge battenti della giornata di venerdì. E grande è stata l’emozione fra la gente, con tanti che si fermavano alla Bettola, chi in macchina chi in bici, per scattare la foto di rito, magari da pubblicare sui social. Perché il furgone rosso del corriere espresso Brt era diventato un simbolo, un po’come era accaduto con il furgone del supermercato Basko, rimasto bloccato a pochi metri dal baratro su quel che restava del ponte Morandi a Genova. Ieri c’era una domanda sulla bocca di tutti: “Dove sarà andato a finire? ” . Alla domanda c’è stata risposta intorno all’ora di pranzo, quando un inconfondibile ammasso di rottami di colore rosso è stato avvistato poco distante dal ponte di Albiano, all’altezza della caserma dei carabinieri.

ponte di albiano

Il problema semmai è che l’azione incessante del fiume Magra sta portando via pezzi del ponte; ed è anche sull’analisi di questi che si dovrebbe basare l’indagine in corso da parte della magistratura per accertare le responsabilità del crollo. A quanto si apprende, l’Anas, l’ente proprietario del manufatto ponte, avrebbe presentato un progetto di rimozione delle macerie al tribunale e questo avrebbe richiesto delle modifiche, che sarebbero state apportate: ora la pratica sarebbe nelle mani del consulente tecnico d’ufficio, dal quale, in qualità di ausiliario del giudice, deve arrivare il via libera.

pontremoli

La più colpita dalla pioggia di venerdì sera è stata l’alta Lunigiana, Pontremoli in primo luogo. «In serata (ieri sera, ndr) la Provincia dovrebbe riaprire la Provinciale 39 che da Pontremoli porta a Zeri», spiega il vicesindaco Manuel Buttini. La comunicazione sulle arterie provinciali risulta fortemente danneggiata da frane disseminate un po’ovunque. E se per la Sp39 c’era una speranza, per riaprire la 63 da Pontremoli a Guinadi e la 38 Pontremoli-Succisa ci sarà da aspettare sicuramente domani.

L’intervento di ferri

«Una grossa frana – evidenzia il deputato di Italia Viva Cosimo Ferri – ha interessato la strada del Lagastrello. Sono otto le Provinciali chiuse. Dobbiamo investire risorse nella tutela del territorio e nel dissesto idrogeologico. Una delle richieste fatte al Governo, senza avere risposta, era proprio quella di ripartire da un’unità di crisi che si occupasse della tutela dei territori.

la storia di katia

Katia Dentone e il compagno Alessandro vivono in località Succisa Poderi, sopra Pontremoli. Quella della messa in sicurezza della strada che porta alla corte di case nel piazzale del borgo (attualmente abitata dalla sua famiglia) è una storia che dura da 5 anni, e che due mattine fa – per puro caso – non ha avuto un esito drammatico. «Segnaliamo la necessità di mettere in sicurezza la strada dal 2016. Il Comune non ha mai fatto manutenzione, alcune volte sono venuti a togliere sassi, come abbiamo fatto noi, ma mai una messa in sicurezza della parete soprastante la strada. Il risultato lo abbiamo visto venerdì mattina alle 11. Siamo salvi solo per la prudenza di Alessandro.

Prima di immettersi nella strada ha dato un’occhiata in alto e ha visto il movimento franoso. Dei macigni. Siamo vivi per miracolo, sono precipitati a un metro dall’auto. Siamo scesi e abbiamo chiamato il Comune». Katia Dentone racconta di telefonate senza risposta all’assessore Corchia, e di telefonate “difficili” con la sindaca Lucia Baracchini. «Ieri (sabato, ndr) un’altra frana pochi metri più a valle. E stanotte (ieri) dormiremo con la paura, la parete è aperta su due lati». –

(ha collaborato Gianluca Uberti)

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