Il Tirreno

il ricordo 

Il silenzio irreale dello scorso marzo E i negozianti bardati come dottori

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CARRARA. Andrea è uno che Carrara la conosce dal di dentro. Da dietro il bancone in cui praticamente è cresciuto.

Ma, assicura, un silenzio come quello del marzo scorso, quello del lockdown, lui non l’aveva mai sentito prima.

«La cosa strana per me - racconta - è che sembrava sempre di essere alle cinque del mattino, e magari era mezzogiorno. Per giorni e giorni non volava una mosca. C’erano le file davanti ai supermercati, c’erano gli occhi tristi sopra le mascherine. Quello è stato uno dei momenti più difficili per la città, per tutti. Un ricordo che mi è rimasto impresso. Un periodo duro in cui la paura è stata davvero palpabile, era sotto gli occhi, era dentro le orecchie, ogni santo giorno».

Ma c’è anche un’altra immagine che Andrea Ghinoi ricorda di questi lunghi mesi di pandemia.

«Ricordo i colleghi dei negozi di alimentari - spiega - li vedevo passare con le spese da consegnare. Erano bardati come dottori, come infermieri. Era un periodo di paura, di incertezza, eppure ho visot tanti miei colleghi, tanti amici, mettersi la mascherina, i guanti, la visiera, e andare casa per casa a portare la spesa a chi non poteva o non voleva uscire». «In quei commercianti bardati, che parevano essere in corsia - conclude - ho visto la forza della mia Carrara. La forza di chi sceglie un lavoro difficile, come quello del commerciante, e lo fa a testa alta, sempre e comunque». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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