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Barani contro Nencini: «Noi siamo il vero Psi»
villafranca. L’appoggio del leader del Psi Riccardo Nencini al governo Conte (con tanto di siparietto sul suo arrivo in aula in tempi utili per la votazione) scatena la reazione di Lucio Barani, segretario del Nuovo Psi. Mentre da una parte Nencini finisce nel mirino degli ex alleati di Italia Viva (il suo ingresso nel partito dell’ex premier aveva tra l’altro consentito ai renziani di costituire il gruppo al Senato), dall’altra è l’ex sindaco ed ex senatore Barani ad attaccarlo.
«Finalmente la diaspora socialista è finita. Tutti i socialisti saranno sotto un unico tetto e con l'unico simbolo che li identifica, il garofano rosso nel Nuovo Psi, garofano che io porto con fierezza e orgoglio al bavero della giacca dalla scomparsa o meglio dall'assassinio del nostro compianto leader e grande statista Bettino Craxi», esordisce Barani. Il quale poi mette nel mirino il leader dell’altro Psi: «Dopo la figura di m... che il mai socialista Riccardo Nencini ha fatto al Senato e ha fatto fare a tutti i socialisti del Psi di Enrico Boselli prima e Nencini poi, e di un prestanome adesso, quella formazione socialista stampella dei cattocomunisti è definitivamente morta e sotto il simbolo del Nuovo Psi si ritroveranno tutti i socialisti e riporteranno capacità e competenze in Parlamento e al governo della nazione. Viva l’Italia e viva il socialismo».
Una curiosità: il ricorso alla Var in Senato per accertare se Nencini sia entrato in tempo in aula ha un precedente proprio con Barani, venne usata quando si esibì in “gesti sessisti” indirizzati a una collega del M5s. —
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