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Carrara, non assume farmaci salvavita con l'obiettivo di cambiare i bandi di concorso

Carrara, non assume farmaci salvavita con l'obiettivo di cambiare i bandi di concorso

La rischiosa  battaglia del dipendente della Casa di riposo Gianni Marchi 

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Carrara. «Finché non ritirano quei bandi continuo con lo “sciopero” dei medicinali salvavita». Lo ripete Gianni Marchi, operatore all’Azienda Speciale Regina Elena di Carrara. E, annuncia, non si fermerà in questa protesta fortissima, finché la questione non sarà risolta. «Oggi (ieri, ndc) sono 4 giorni che non prendo 3 dei farmaci salvavita. Stamani ho avuto qualche problema, ma mi sto organizzando con l'alimentazione». A chi gli chiede “ma chi te lo fa fare?”, Gianni Marchi risponde prima con una precisazione: «Se non ridiscuteranno i bandi di infermieri, oss e impiegati all'azienda speciale io continuo e non assumo i medicinali salva-vita. Sia chiaro: non lo faccio per me, per un motivo individuale, perché a me quei bandi non riguardano, lo faccio per gli altri lavoratori e per gli ospiti», insiste. Questa la prima replica: poi risponde a suon di numeri che sono quelli della sua storia: «Lavoro in via Don Minzoni a Regina Elena da 37 anni e cioè da quando all'età di 19 anni ho scelto con consapevolezza quello che sarebbe stato il mio futuro». Numeri e concetti: «Non è la prima volta – riepiloga – che per la situazione qui scelgo di andare in prima linea: negli anni novanta avevo fatto 9 giorni di sciopero della fame. Lo faccio per il bene comune per questa casa di riposo, dei colleghi, di chi ha famiglia, bambini e da anni è alle prese con il precariato, con doppi turni, con varie mansioni, con “o così o la porta è quella”, per le persone anziane con le quali ho scelto di lavorare. Lo dice la mia storia il perché di questa protesta», aggiunge Marchi. Tutto nasce quando palazzo civico ha aperto il bando di concorso per l’assunzione di sette operatori socio-sanitari; tre infermieri e due dipendenti con qualifica di “impiegato amministrativo contabile”. «Di una settantina di operatori che lavorano all'interno della struttura si va da contratti a tempo indeterminato a quelli con tempo determinato, passando per lavoro subordinato e partita Iva. Il bando invece che mettere un punto fermo, garantendo maggior stabilità contrattuale, favorisce l'esatto opposto: viene fatto sulle spalle di chi lavora. Ora basta. E poi per cosa, per risparmiare, conti alla mano, 90mila euro e cioè il 3% secondo il piano triennale». La richiesta per tornare ad assumere i medicinali è chiara: «Un passo indietro, un nuovo bando, una stabilizzazione seria che elimini la stratificazione contrattuale presente in quella che è una struttura pubblica. Con il tempo poi far sì che Regina Elena abbia tutti i lavoratori con contratti di enti locali: per chiunque». «Come sto senza farmaci? Non è che non mi preoccupi la situazione eh, sono 4 giorni senza i 3 farmaci “salvavita” per le mie patologie. Sto cercando di alternare una dieta equilibrata e calibrata in base al momento. Ripeto: non sono rivendicazioni personali, sia chiaro, e non faccio di certo politica. Però ora basta, si trattano le persone come dei “pacchi”, dei semplici numeri», conclude.L.B.

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