Poche dosi, vaccinazioni al rallentatore
Il calo delle forniture Pfizer si fa sentire anche in via Tambura, oltre 11mila gli ultraottantenni che avranno la puntura
Chiara Sillicani
MASSA. È stata una giornata di ferma, di stand by al distretto sanitario di via Bassa Tambura perché, se fino a domenica si è vaccinato a ritmo accelerato, ieri è toccato frenare bruscamente. Le dosi disponibili di vaccino Pfizer – a Massa Carrara come in tutta Italia – sono poche, meno del previsto e quelle dosi vanno riservate a chi con il vaccino Pfizer si è già sottoposto alla prima somministrazione. Sì perché se adesso è disponibile anche il vaccino Moderna, non è possibile sottoporre lo stesso paziente a somministrazioni con prodotti farmaceutici diversi.
Le dosi Pfizer disponibili vengono, quindi, riservate a chi attende la seconda iniezione per garantirsi l’immunizzazione. Così ieri, dopo giorni a 100 all’ora, il ritmo si è fatto più lento al distretto di via Bassa Tambura: «Il vaccino Moderna – a fare il punto è la dottoressa Monica Guglielmi, responsabile della sanità territoriale nell’area di costa – ora è utilizzato per la campagna vaccinale degli operatori 118. Attendiamo la nuova fornitura per l’avvio della seconda fase, quella in cui il vaccino sarà somministrato alla popolazione over 80».
In questi giorni, compatibilmente con le disponibilità, proseguono le somministrazioni delle seconde dosi e le prime vaccinazioni per tutti i sanitari e non soltanto, come nella primissima fase, per quelli impegnati nella cura di pazienti positivi, in ospedale o sul territorio. Prossimo obbiettivo – anche se una data ancora non c’è – l’inizio della campagna vaccinale per coloro che hanno già spento le 80 candeline. L’azienda sanitaria, in attesa delle dosi necessarie, quindi dell’inizio delle somministrazioni, si è messa “al tavolo” e ha fatto i calcoli: nella sola zona di costa i residenti che hanno superato la soglia degli 80 sono oltre undicimila di cui 5.400 circa a Carrara e altrettanti a Massa. Poco meno di 800 gli ultra ottantenni montignosini. Molto probabile – anche se la decisione ancora non è stata assunta – che quegli undicimila apuani si vaccinino nei distretti e in parte, in base alle loro condizioni di salute, a casa, raggiunti dalle equipe “itineranti” dell’azienda sanitaria. Con un duplice scopo: evitare spostamenti e risparmiare dure prove a persone anziane e spesso già debilitate. Undicimila over 80, dicevamo, ma la sfida in quel di Massa Carrara è vaccinarne ben di più: nella sola costa i vaccinabili – vale a dire le persone con più di 16 anni – sono quasi 123mila. Ed è per la campagna che riguarda quei numeri enormi che si sta pensando al grande hub.
La dottoressa Monica Guglielmi ribadisce che la decisione ancora non è stata presa: sarà assunta – aggiunge – con il coinvolgimento delle parti in causa, regione in primis.
Tutto fa pensare però, come ha anticipato Angelo Zubbani, consigliere del presidente Eugenio Giani per i vaccini, che se sui piatti della bilancia ci sono il vecchio ospedale massese e il padiglione E del CarraraFiere, l’ago di quella stessa bilancia penda a favore di Marina di Carrara. Per disponibilità di spazio e accessibilità alla struttura. Un mega hub, ma la sfida immediata è la disponibilità di dosi, la seconda somministrazione e la protezione per gli over 80. —
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