È Ambrosio l’amministratore scelto dal papa già a dicembre
Monsignor Santucci aveva comunicato da tempo la volontà di dimettersi Il vescovo emerito di Piacenza sarà in città domani. Il nuovo vescovo a settembre
Tiziana Gori
MASSA. Sembra che ad attirarlo sia un monastero benedettino a Subiaco. Non è scritto nella lettera aperta inviata ai fedeli ieri mattina, ma l’ha confidato al vescovo emerito di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, nominato amministratore apostolico durante la sede vacante.
Monsignor Giovanni Santucci, 71 anni, ha confidato ad Ambrosio la sua scelta di buen retiro, lontano dalla Toscana e da anni, gli ultimi, di estrema difficoltà. Anche se nei motivi del suo abbandono parla di problemi di salute. Gravi problemi di salute.
Quel che emerge dalle dichiarazioni del vescovo Ambrosio è una decisione maturata da tempo. Il vescovo emerito di Piacenza è stato contattato dal nunzio apostolico in Italia, monsignor Emil Paul Tscherrig, a fine dicembre: «Mi chiese qualche informazione sulla salute e sulla situazione della pandemia a Piacenza: una telefonata di cortesia. Ma il nunzio proseguì informandomi della necessità di venire incontro alla diocesi di Massa Carrara, che sarebbe diventata “sede vacante” per la rinuncia del vescovo Giovanni Santucci. E mi chiese di assumere l’incarico di amministratore apostolico.
Ho manifestato lamia sorpresa e anche alcune difficoltà. Tscherrig mi ha fatto presenti alcune motivazioni e soprattutto ha fatto valere la richiesta di Papa Francesco. A quel punto, pur con titubanza, ho dato la mia disponibilità. All’inizio di gennaio ho saputo che il 15 gennaio sarei stato nominato amministratore apostolico di Massa-Carrara. Assumo – spiega Ambrosio – la missione di amministratore, con le facoltà e i compiti di un vescovo diocesano, cioè garantire la conduzione complessiva della diocesi in attesa dell’ingresso del nuovo vescovo».
I tempi per la nomina del nuovo vescovo? Non prima di luglio e quindi, presumibilmente, di settembre.
È una diocesi attraversata da tempeste quella di Massa-Carrara. Con il processo a don Euro (Luca Morini) in corso e Santucci fuori dalle indagini per assenza di denunce ma fortemente provato. Secondo alcuni, don Raffaello Piagentini ad esempio, probabilmente «in silenzio sulla vicenda del prete di Caniparola perché sotto ricatto».
Monsignor Ambrosio non nasconde la sua preoccupazione: «Certamente, è una realtà che conosco poco. So che vi sono state situazioni di disagio e di dolore sia per il vescovo Santucci sia per la comunità di Massa-Carrara. Ma le difficoltà e le tribolazioni fanno parte della vita: vi sono in ogni realtà diocesana, in ogni famiglia e in ogni Paese. Se confidiamo nel Signore, se esercitiamo la pazienza, se non crediamo di “salvarci da soli”, come ripete Papa Francesco, allora non viene meno la fiducia e la gioia. Le tante fatiche, pur essendo pesanti e a volte dolorose, possono e devono diventare occasioni di crescita».
Monsignor Ambrosio e Santucci si sono sentiti: «Certo, mi ha telefonato pochi giorni fa, tra l’altro siamo amici. È molto provato, ma sereno. Pensa di ritirarsi in preghiera a Subiaco. Mi ha accennato ad alcune criticità, insieme ad aspetti belli della comunità cristiana locale, desiderosa di intensificare il cammino di fede, di speranza e di carità».
Il vescovo emerito di Piacenza sarà in città domani per parlare con il vescovo Giovanni. Alla domanda se verrà ad abitare a Massa risponde, molto sinceramente: «Spero di non dover lasciare Piacenza ma di recarmi a Massa qualche giorno alla settimana». —
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