Il presidio
Accordo in prefettura per l’integrazione di migranti con problemi psichici
Il prefetto Claudio Ventrice: dopo i decreti Salvini meno risorse da destinare alle politiche di accoglienza
Manuela D’Angelo
massa. Un protocollo d’intesa tra prefettura, Asl e Cas (Centri accoglienza straordinari) per favorire le attività di integrazione dei richiedenti asilo affetti da disagio psichico. Il documento, primo nel suo genere nella Provincia di Massa Carrara, è stato firmato ieri nella sala della Resistenza di palazzo Ducale.
L'idea nasce dal prefetto Claudio Ventrice, che sul territorio apuano ha voluto portate la sua esperienza di ex presidente della Commissione richiedenti asilo di Novara. «Potrei scrivere libri su quello che ho visto e ascoltato con le mie orecchie quando a Novara mi occupavo di presiedere la Commissione incaricata delle audizioni di questi migranti, ognuno con una storia terrificante alle spalle e bisognosi di molte cure, ma soprattutto di integrazione all'interno della comunità che li stava ospitando. Ne avrò ascoltati 700 e ancora se ci penso ho i brividi».
Ogni anno, nel mondo, secondo i più recenti dati forniti dall’Unhcr, Agenzia Onu per i rifugiati, fuggono dal proprio Paese oltre 60 milioni di persone, che portano sulla propria pelle le cicatrici dei traumi subiti in patria e nel percorso migratorio, il più delle volte fatto di violenze, attese e perdite. Una situazione che, come dimostrano diversi studi sul tema, si tramuta in disturbi psichici di varia natura.
«Il compito della Commissione – continua il prefetto – era individuare sintomi di disagio mentale connesso ad eventi traumatici indelebili, violenze sessuali e psicologiche, veri e propri schiavismi e torture di ogni genere, subite prima o durante il processo migratorio. I soggetti passavano poi al Dipartimento della salute mentale per le visite mediche e a seguito della relazione finale, la Commissione tornava a riunirsi per decidere e valutare il caso di permessi umanitari. Insomma un iter molto lungo».
Massa Carrara non è sede della commissione Richiedenti asilo, che si riunisce a Livorno, ma attraverso questo nuovo protocollo può fare la sua parte, velocizzare tempi e facilitare gli iter per le cure e le richieste di asilo umanitarie: «Saranno i Cas – dice il prefetto Ventrice – a comunicarci se ci sono migranti che rispecchiano i sintomi di un disagio psichico; potrà poi intervenire la Asl e il caso potrà arrivare in Commissione, senza ulteriori passaggi, o ritardi. Aiutare questi migranti risolve sia un problema sociale che di ordine pubblico. Bisogna prevenire che queste persone facciano del male a loro stesse e agli altri membri della comunità». Il protocollo dunque crea una nuova “squadra” di soggetti che, anticipando i tempi della commissione asilo, potranno occuparsi di casi delicati, curarli e aiutarli a socializzare e ad integrarsi.
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