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200 metri di asfalto che dal 1953 collegano due pezzi di città
Nel 1953 quel ponte sembra davvero una grande opera. Con la guerra alle spalle, la distruzione e i bombardamenti, quella arteria che collega due parti – e due anime – di città diventa davvero “simbolo di geniale ricostruzione” , come è definita sul monumento, proprio all’imbocco del ponte. Quei 200 metri, sorretti da quattro archi e travi a congiungerli, sono un simbolo. Il precedente ponte, più stretto, è stato abbattuto durante la guerra per non consentire ai carri armati di raggiungere le colline dal centro città. PonteTrieste oggi rimane simbolo di due Massa unite, quella di qua e quella di là dall’acqua, ma soprattutto è arteria indispensabile perchè la collina massese, negli anni, ha visto una notevole espansione urbanistica e sui quei 200 metri di auto – e di pedoni – ne passano davvero tenti. E se si chiude il ponteTrieste, l’effetto è immediato: traffico.
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