Italia
Per gli anziani era il maglificio per gli avenzini “il monopolio”
avenza. Ex manifattura tabacchi, “deposito del Monopolio di Stato”, per i più anziani il “maglificio” e per alcuni il luogo dove si tenevano le aste. Sono questi i nomi, quelli più gettonati, con i quali gli avenzini, ma non solo ovviamente, in un paio di battute, sintetizzano e riconoscono la struttura da migliaia di metri, dell'ex comparto dei tabacchi di Avenza di cui parliamo nell'articolo a parte. Un grande blocco alle porte della Zona Industriale, verso il confine con il Comune di Massa, e che fa parte da tempo dello skyline con il quale siamo abituarci a destreggiarci. Da un lato, come scriviamo, il futuro per l'area; dall'altro il passato. «Ricordo della portineria, del custode e delle famiglie che ci abitavano in questo ampio complesso che prima della guerra era un maglificio; c'era anche una ciminiera poi demolita negli anni Settanta. Vado a memoria, però ricordo che per i più anziani era quello, un maglificio poi diventato un deposito del Monopolio di Stato. Non so, francamente, se il nome “ex manifattura tabacchi” fosse in qualche modo legato a un'attività di manifattura o comunque a una filiera, o se fosse semplicemente un deposito, però effettivamente per molti è rimasto quello e in tanti lo chiamano ancora così», ripercorre alcune tappe Pietro Di Pierro, studioso, storico locale della comunità di Avenza, nonché autore di libri. Da maglificio a manifattura tabacchi. «Per un periodo se non ricordo male fu un deposito, per anni ci fecero anche le aste. È una storia che corre lungo tutti gli anni Settanta per arrivare poi a una compagnia che aveva presentato un progetto di ristrutturazione anche nelle sale della circoscrizione di Avenza, con capannoni destinati a essere ristrutturati», conclude così Di Pierro. —L.B.
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