Iniziano le vaccinazioni per i sanitari “territoriali”
Coinvolti 300 fra medici e infermieri che lavorano in distretti e Case della salute Già “coperto” l’80 per cento degli ospiti delle Residenze Rsa della Lunigiana
AULLA. Prendono oggi il via, in Lunigiana, le vaccinazioni contro il virus Covid-19 per il personale sanitario territoriale, ossia a medici e infermieri che lavorano nei distretti e nelle Case della salute. A questo step seguirà, quindi, l’inizio della vaccinazione degli anziani con oltre 80 anni di età. La vaccinazione verrà effettuata presso i presidi distrettuali di Aulla (Casa della Salute di piazza della Vittoria) e di Pontremoli (porta Parma).
Sono circa 300 gli operatori sanitari impiegati sul territorio lunigianese che si vaccineranno. L’obiettivo è vaccinarli tutti nel giro di pochi giorni, visto che saranno somministrati 10 vaccini all’ora per 4 ore al giorno in ognuno dei due presidi distrettuali. «Stiamo anche esplorando la possibilità di diffondere capillarmente sul territorio il piano vaccinale, che, quando sarà a regime, ci consentirà di effettuare 10mila vaccinazioni al mese» spiega il direttore della Società della Salute della Lunigiana Amedeo Baldi, il quale annuncia che è stata pubblicata una manifestazione di interesse per reclutare infermieri, medici e personale amministrativo a supporto della campagna vaccinale. Infatti, saranno riorganizzate le attività e gli spazi all’interno della Casa della Salute di Aulla, in modo da rendere possibile arrivare a somministrare il vaccino 10 ore al giorno con il supporto di ulteriore forza lavoro esclusivamente dedicata a questo compito. “Un grande sforzo” lo definisce Baldi, in quanto è stato necessario rimodulare e riadeguare completamente i servizi, poiché prima della pandemia sul territorio era presente una organizzazione essenziale per la prevenzione delle malattie infettive diffusive. «Prova ne è il fatto che nelle Rsa lunigianesi abbiamo già vaccinato oltre l’80% degli anziani ospiti – sottolinea Baldi – e potremo arrivare a completare la copertura vaccinale grazie all’approvazione della nuova normativa, che facilita la raccolta del consenso informato delle persone con deficit cognitivi».
La Lunigiana ha presentato, sin dall'inizio dell’emergenza, dati di diffusione dell’epidemia di particolare entità rispetto ad altri territori: I servizi ospedalieri e quelli socio-sanitari e assistenziali, al momento dell’esplosione dell’emergenza, erano orientati principalmente ad affrontare le patologie croniche degenerative, al contenimento del disagio socio-economico e alla tutela delle fragilità. Sul territorio era presente un’organizzazione essenziale per la prevenzione delle malattie infettive diffusive come i servizi vaccinali e le attività del dipartimento prevenzione, ma l'epidemia da coronavirus ha creato una situazione difficile e complessa. Sul territorio sono state potenziate le attività di prevenzione e quelle assistenziali specifiche e sono stati rafforzati anche i servizi per effettuare i test diagnostici, con il coinvolgimento degli infermieri dell'assistenza domiciliare integrata».
L'Asl ha inoltre preso in carico malati di Covid 19, ospiti delle Rsa, mediante la gestione diretta di tre RSA riorganizzate in servizi di cure intermedie durante la prima ondata e il supporto ad altre quattro Rsa, anche con personale aziendale, durante la seconda ondata». —
Gianluca Uberti
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