Il Tirreno

l’allarme di confartigianato massa-Carrara 

«Stop alla stretta sul credito, adesso serve più flessibilità»

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Massa-Carrara. «Conti in rosso, usare il pugno di ferro oggi nella situazione economica in cui ci troviamo è una scelta sbagliata. Dal primo gennaio è partita una stretta pericolosissima: in caso di conti correnti scoperti saranno immediatamente bloccati tutti i pagamenti e se non si rientra entro 90 giorni si viene pure segnalati alla centrale rischi mettendo in croce famiglie e aziende. Serve subito una deroga». A lanciare l’allarme è la Confartigianato di Massa- Carrara che mette nel mirino le criticità delle nuove regole entrate in vigore in Europa con l’inizio dell’anno come dettate dall’Autorità bancaria europea (Eba) per il settore del credito: «Gli addebiti automatici non saranno più consentiti, infatti, se i clienti non avranno sufficienti disponibilità liquide sui loro depositi bancari. Pensiamo a prestiti, finanziamenti, piccoli pagamenti per utenze o persino stipendi e contributi previdenziali: c’è il rischio di un improvviso stop a tutti i pagamenti che potrebbe generare una crisi a catena del sistema economico e sociale. Inoltre – prosegue Confartigianato - le nuove regole impongono alla banca di segnalare alla centrale rischi il cliente che non adempie per 3 mesi alle proprie obbligazioni creditizie vantate dal gruppo bancario o finanziario nei suoi confronti qualora l'ammontare dell'inadempimento sia superiore a 100 euro o all'1% del totale delle obbligazioni creditizie complessivamente vantate dalla banca. Non saranno più possibili nemmeno piccoli sconfinamenti e questo vuol dire, per molti artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e anche per molte famiglie, non poter più usufruire di quelle piccole forme di flessibilità che, specie in questa fase così critica a causa degli effetti economici della pandemia Covid, sono fondamentali». Confartigianato propone quindi una deroga temporanea all’attivazione delle misure dell’Eba: «Altrimenti si potrebbe arrivare a una fortissima stretta al credito». L’altra proposta che l’associazione mette sul tavolo è quella della creazione di «un fondo per gli insoluti» . E si propone «anche di sospendere la centrale rischi».

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