I Paladini apuani contro il porto: «Causa anche esondazioni»
Domani sopralluogo della Regione lungo il litorale massese. E la presidentessa Orietta Colacicco chiede di partecipare
MASSA. «Il porto di Marina di Carrara non provoca soltanto l'erosione della costa apuo- versiliese, ma anche esondazione». A scriverlo provocatoriamente sono i Paladini Apuoversiliesi che imperterriti continuano la loro battaglia per la sopravvivenza di questo tratto di costa toscano e hanno scritto all’assessore regionale all’ambiente Monia Monni e al consigliere GiacomoBugliani, chiedendo di poter partecipare al sopralluogo di domani. «Bene adesso ci dicono che siamo faziosi, che il Porto di Carrara non ha portato e non porterà erosione - dice Orietta Colacicco, presidentessa dei Paladini Apuoversiliesi - Vero, l’erosione è un fenomeno naturale, lo abbiamo imparato, ma il porto lo ha accelerato. Visto che risale agli anni ‘30, basta confrontare le immagini dalla Torre Fiat del 1952 e del 2018 e domandarsi come mai la linea di costa si frastaglia sempre più, sino a farsi sottilissima. Del resto - continua- non lo abbiamo detto noi, ma 59 scienziati di tutto il mondo, che qui sono venuti, a partire dal 2001, relatori del Forum Internazionale del mare e delle coste».
La storia e le ricerche dimostrano per i Paladini quanto il matrimonio coste e porto sia difficile: «Prima ancora che il porto fosse realizzato - continua Orietta Colacicco- nel 1802 la relazione della Commissione Lizzoli prevedeva come l’ipotetica costruzione di tale opera “innaturale” avrebbe portato a una perdita di 200 passi di spiaggia ogni 52 anni». Di ampliamento del porto, ricordano i Paladini, si parla nel 2018 quando a voler ampliare era l’Autorità della Liguria Orientale: «Noi domandammo di che dimensione sarebbe stato l’ampliamento- ricorda Colacicco- e ci risposero che sarebbe dipeso dalle misurazioni, da un modello numerico. Ora ci sono queste misurazioni? Qualcuno dice che ci sono le prove e vorremmo averle per mostrarle a chi conosce bene la materia. Così vedremo se sono sufficienti a garantire che un ampliamento, pare del 70% dell’attuale porto, non aumenti e non faccia accelerare l’erosione».
I Paladini pensano, ovviamente, che non sarà così e che oltre al grave danno ambientale ed economico dell’erosione, adesso si tratta anche di “sicurezza per le persone”, visto che “addirittura acqua e sassi escono in strada”. Insomma: che da un punto di vista turistico possano vivere due anime, quella commerciale e quella turistica di pari ampiezza, senza una trasformazione totale dell’assetto urbanistico, ai Paladini sembra utopia: «Noi abbiamo il piacere di contare fra i nostri soci un famoso e grande urbanista che è Tiziano Lera. Il suo è un sogno, una conversione del porto in turistico, che, senza alcun ampliamento, avrebbe lasciato una banchina per il commerciale. Una soluzione per tutelare ambiente ed economia, rilanciando a partire proprio da Marina di Carrara tutto il comprensorio».
Infine: «Dicono che c’è accumulo di sedimenti lungo il molo e la diga foranea. Ma con questo accumulo quanto si potrà ripascere? Sappiamo da una recente ricerca dell’Università di Pisa presentata dal Professor Giovanni Sarti che negli ultimi quaranta anni si è prodotto un deficit sedimentario di 253.900 metri cubi, a testimoniare, considerati i vari ripascimenti, che i fiumi non portano quasi più nulla. Quanto invece l’ampliamento potrebbe far accelerare l’erosione. Questo è il punto. Noi vogliamo capire e approfondire, siamo aperti, vogliamo sederci intorno a un tavolo virtuale, siamo pronti». —
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