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Dopo l’operazione al cuore viene a sapere che non ha più il reddito di cittadinanza

Tiziana Gori
Dopo l’operazione al cuore viene a sapere che non ha più il reddito di cittadinanza

Lorieri, ex senzatetto: «L’ho percepito per dieci mesi, poi l’Inps ha fatto marcia indietro per questioni di residenza»

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Tiziana Gori

massa-carrara. Lunghi anni di buio e poi uno spiraglio. Non la fine del tunnel, ma un passaggio di luce che invogliava a mettersi in cammino per cercare un’uscita. Dopo 16 anni di mani tese nella speranza di veder cadere qualche spicciolo ecco la lettera Inps con cui gli si riconosce il diritto al reddito di cittadinanza. Non moltissimo: a volte 503, a volte 507 euro. Ma buttali via, soprattutto di questi tempi.

Invece... «Dopo dieci mesi di reddito, a novembre, l’assegno non è arrivato. Ho atteso dicembre, e niente. Allora ho chiesto al patronato». La risposta è stata un bagno in pieno oceano, più che una doccia fredda: «Hanno verificato che non possiedi i requisiti. Il reddito ti viene tolto».

Peccato, diciamo così, che Amerigo Lorieri non può nemmeno pensare di raccattare qualche spicciolo tornando a chiedere l’elemosina. Deve stare a riposo, al caldo, e non solo per evitare un possibile contagio da coronavirus. A novembre – proprio novembre, sì, lo stesso mese in cui l’Inps ha constatato che quei soldi non gli spettavano – è stato sottoposto a una delicatissima operazione al cuore, con l’innesto di due bypass, uno dei quali inserito togliendo una vena a una gamba. «Sto avviando le pratiche per l’invalidità civile, sempre tramite il patronato».

Racconta squarci di vita: «Ho avuto un infarto nel 2001, poi vari problemi...» Non si addentra dentro questi problemi, e non insisto più di tanto. C’è una vita molto diversa vissuta un tempo da Amerigo Lorieri, una vita con una famiglia e dei figli, un lavoro poi perso. «Ho vissuto a lungo a Romagnano, poi mi sono separato, ma io non ho tolto la residenza. Qualcun’altro l’ha tolta, senza che io lo sapessi. Non sono stato avvisato».

Dopo la perdita del lavoro, per Lorieri è iniziata una vita diversa. A Carrara, chi abita nelle vicinanze della chiesa di San Sebastiano, lo conosce bene. «Ero un ragazzo di strada». Per sedici anni ha chiesto l’elemosina davanti la chiesa. Una presenza non ingombrante ma fissa. E la notte «a dormire in un sacco a pelo».

Poco meno di due anni fa ha anche subìto un furto. «Mi hanno rubato il portafoglio. Ho dovuto rifare i documenti e in quel frangente mi hanno informato che non avevo più la residenza a Romagnano».

Lorieri ha chiesto allora aiuto al Comune. «Da senzatetto, mi hanno dato residenza alla casa comunale (la chiama così, ndr). Dopo qualche mese ho saputo della possibilità del reddito di cittadinanza». Ha inoltrato domanda tramite il patronato e poco dopo è arrivata la conferma dell’Inps: domanda accettata, avrebbe percepito un reddito per il proprio sostentamento. Che per i primi dieci mesi è stato erogato con continuità. A novembre lo stop. «In quei giorni pensavo più alla mia salute. Avevo grossi problemi di respirazione. Ho fatto degli accertamenti, una coronografia, e sono emersi problemi seri al cuore. Sono stato operato dopo pochi giorni, il 12 novembre». Non è filato tutto liscio. Alla visita del 27 novembre è stato nuovamente ricoverato e sottoposto a drenaggi, con un’altra settimana di permanenza al Noa. Ora è «ospite di un amico. Non posso stare fuori».

Trattiene a fatica la rabbia: «L’Inps avrebbe detto al patronato che per il diritto al reddito dovevo essere in possesso di una residenza fissa da almeno due anni. Ma io mi chiedo... tutto questo non potevano verificarlo subito? Mi sembra una beffa atroce, nelle condizioni in cui sono ora. Devo aspettare maggio perché siano trascorsi due anni dal cambio di residenza a Carrara. Nel frattempo cosa faccio, come mangio? Non posso nemmeno tornare a chiedere l’elemosina». —

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