Bufera social e frasi sessiste: si dimette il presidente apuano di Confcommercio
Pieretti: «Mi scuso per i termini e i toni ma mai avrei ritirato la locandina. La mia battaglia per la categoria finisce qui»
Manuela D'Angelo
MASSA-CARRARA. Secondo la Confcommercio di Lucca-Massa Carrara non ci sono scuse, né giustificazioni per le parole usate dall'ex presidente apuano dell'associazione Giuseppe Pieretti. La Confcommercio prende le distanze dal “pasticcio” scatenatosi sui social, a causa di una locandina che pubblicizzava l'apertura dello sportello di sostegno psicologico per i commercianti e Pieretti dà le sue dimissioni.
«Irrevocabili» dice al Tirreno: «Siccome sono un uomo libero, a questo punto libero del tutto».
Il Comunicato
“La presidenza e la direzione di Confcommercio Imprese per l’Italia di Lucca e Massa Carrara, sovraordinate rispetto alle singole strutture provinciali- si legge nel comunicato ufficiale- a nome dell’intera struttura prendono le distanze dalle parole di Pieretti. Si tratta – spiegano il presidente e il direttore di Confcommercio – di affermazioni a titolo personale, che non rispecchiano assolutamente il modo di agire e lo spirito della nostra associazione. La locandina iniziale, da cui l’intera vicenda ha preso inizio, è stata sbagliata e l’abbiamo ritirata, sostituendola con un’altra più consona e chiedendo scusa. Scuse che ribadiamo ancora oggi, senza “se” e senza “ma”. Il nostro unico obiettivo- conclude Confcommercio- è che si torni a parlare del progetto in sé, a nostro avviso importante, in un momento storico drammaticamente senza precedenti per il mondo dell’imprenditoria”.
La locandina
Tutto nasce da quella locandina “retrò” che rappresentava la famiglia patriarcale, padre lavoratore, moglie col vestitino intenta a pensare alla famiglia e figlioletto al seguito. Un concetto su cui numerose associazioni e semplici cittadini si erano scagliati: “Nel 2021 la camicia può stirarsela da solo ed una donna può essere amministratore delegato di una multinazionale” aveva scritto la donna oggetto dello scontro con Pieretti. L'ex presidente di Confcommercio, infatti, nel commentare la vicenda del manifesto sulla famiglia, all'interno della pagina facebook di Repubblica, se l'era presa tra l’altro con i lettori “zecche depravate” e con una donna “signorina, senza famiglia e senza figli.La solita del Pd”. Uno scivolone, additato “sessista”, che Pieretti, ricoprendo un ruolo in Confcommercio, non poteva permettersi.
L'associazione prende le distanze da quelle parole, dopo averlo fatto anche dal manifesto incriminato, come detto sostituito in 24 ore.
PARLA Pieretti
E Giuseppe Pieretti lascia: «Ho trascorso le vacanze di Natale- racconta- a ricevere messaggi di insulti, offese e minacce per la locandina fatta da Confcommercio Lucca, solo per il fatto di essere un rappresentante dell'associazione e pur non essendo responsabile personalmente di quel manifesto. Poi ho perso il lume. Mi scuso per i termini e i toni. Ma ribadisco il mio pensiero. Non avrei mai ritirato quella locandina, che rappresenta la maggior parte delle famiglie motore di Confcommercio. Rivendico il concetto di famiglia autentica, senza averne mai denigrato altri. In quella locandina non c'era niente di sbagliato, ma Confcommercio ha deciso di chinare la testa. È aberrante- continua Pieretti- che siano state rinnegate ragioni palesi e principi a noi cari e sacrosanti, e messi in discussione solo perché qualcuno si è svegliato e ha visto del sessismo in tre figure stilizzate. La Confcommercio avrebbe dovuto evitare che si arrivasse a tanto sostenendo le buone ragioni di quel manifesto».
Ma l'episodio della locandina “patriarcale” è stato soltanto l'ultimo di una lunga serie di “incomprensioni” tra Confcommercio e Giuseppe Pieretti: «Avevo già consegnato le mie dimissioni tre volte negli ultimi mesi- spiega- pensando che, da quando è iniziata la pandemia, l'associazione non abbia mai avuto incisività, né a livello regionale, né nazionale. Non approvavo come stavamo agendo a livello regionale e nazionale per aiutare la categoria. Le mie dimissioni erano sempre state respinte. Come associazione ci stavano e ci stanno trattando da invisibili, inesistenti, ininfluenti. E ci hanno presi in giro, mandando i delegati dei territori a fare da cuscinetto. Io ringrazio la Confcommercio di Lucca e Massa-Carrara che mi ha voluto nell'associazione e ringrazio tutti i miei associati, per i quali mi sono battuto senza risparmiarmi e per i quali lo rifarei. Ma la verità è che nessuno ci preserva, nessuno ci guarda le spalle e prende le nostre difese. Se devo stare in una associazione- continua- lottare, prendermi insulti, parare i colpi per non ricevere riscontri da Firenze e Rome, allora forse è giunto il momento che vengano loro a fare i rappresentanti di zona. Io ho per fortuna altri progetti. La mia battaglia per la categoria finisce qui», conclude Pieretti.
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