Il presidio
Eva dopo l’incontro con Pelù: «Ora lancio il messaggio: non bisogna mai sentirsi soli»
Carrara, coronato il sogno di Eva Marabotti
Carrara. Eva Marabotti la super fans di Piero Pelù dopo aver realizzato il sogno di incontrare il suo idolo nel coso del format Rai “Star Club” , ha deciso di dedicarsi anima e corpo al suo progetto musicale. E cioè trasmettere agli altri un messaggio: quello che non bisogna mai sentirsi soli. Eva ha 23 anni e studia all’Accademia di belle arti di Firenze, assieme al chitarrista Federico Cherubini ha creato il duo acustico The Black Buffalo, una sorta di tributo al gruppo “The White Buffalo” formato dal cantautore statunitense Jake Smith con la collaborazione di Matt Lynott alla batteria e Tommy Andrews al basso. Eva è una tosta. Ascolta musica da quando è nata dice, e dopo aver ascoltato la canzone “Il mio corpo che cambia” si appassiona alla musica di Piero Pelù e comincia a partecipare a tutti i suoi concerti, lo segue ovunque. A fargli conoscere l’ex frontman dei Litfiba è stato il padre, l’oculista Andrea Marabotti, ma «ora la fans sono io» specifica Eva. Anche se il lavoro maggiore spiega la giovane cantautrice «l’ha fatto mia madre Riccarda Zapponi, per vedere i concerti di Piero mi ha accompagnata ovunque, ha avuto una pazienza infinita». Ma alla fine il sogno di incontrare il suo idolo si è avverato: «Piero mi piace perché è un ribelle, come me. Quando l’ho incontrato sapere che si ricordava di me durante i suoli concerti è stato sensazionale, si ricordava anche di quella volta che ho alzato il cartello con su scritto Piero Eva è qui. Ma io sono una fans, non vorrei mai che cambiasse il nostro rapporto, rispetto troppo la sua sfera privata. Incontrarlo per me è stato un colpo al cuore positivo, per la prima volta e solo grazie a me sono riuscita a fare qualcosa, ha raggiungere un obiettivo. Nelle sue canzoni mi identifico, incontrarlo è stata una riscoperta di me stessa. Me lo immaginavo proprio così, e per la prima volta era lui ad ascoltare me, i ruoli si erano invertiti. Ogni volta che lo ascolto è come se fosse la prima volta – prosegue Eva – è come tornare a quella che tanto mi manca e che non riesco ad essere con nessuno. Ho sempre avuto paura di crescere i grandi li ho sempre visti tristi, la sua musica mi ricorda la bambina che ho dentro. E proprio come lui so che un artista ha un peso, perché le persone lo ascoltano. Io scrivo canzoni per non fare sentire le persone sole, perché so cosa significa. Incontrarlo è stato un grande risultato e ho dimostrato a tutti quelli che mi dicevano che non sarebbe mai successo, che se ci credi tutto può accadere». Archiviato l’obiettivo di conoscere Pelù adesso Eva lavora al suo progetto musicale: «Assieme al mio chitarrista Federico Rubini che mi ha anche accompagnato con la chitarra durante Star Club, stiamo lavorando con il produttore Pier Paolo Guerrini di san Pietro Belvedere, è il produttore di Bocelli. Da inizio giugno stiamo lavorando a una co – produzione. Ora il mio scopo principale è trasmettere quello che ho dentro».
Alessandra Poggi
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