Il presidio
Ristoranti, c’è chi preferisce stare chiuso
Ilaria Costa (Amici dell’Universo): l’asporto non copre le spese. Ma c’è chi ci prova lo stesso con menù fissi o alla carta
massa. Questo terribile 2020 è finito per i ristoratori con l’entrata in zona rossa proprio nei giorni più remunerativi dell’anno con le cene di auguri, il pranzo di Natale e soprattutto il veglione di San Silvestro. Rimane consentito il servizio di asporto e delivery e molti si stanno organizzando anche se non tutti hanno deciso di rimanere aperti.
Emiliano Della Bona, del ristorante “La Peniche” in via Lungobrugiano a Marina di Massa, ha deciso di rimanere chiuso già dall’uscita del primo decreto, mentre Ilaria Costa, titolare con i fratelli del Ristorante “Gli Amici dell’Universo” in via Gramsci al Cinquale, ha valutato di non aprire a fine anno: la zona in cui sorge il suo locale è “più turistica rispetto al centro” e asporto e delivery non coprono i costi di un eventuale impiego di personale. «Se facciamo da soli - spiega infatti Ilaria - il lavoro è davvero tanto, rischiamo di scontentare la nostra clientela ed è l’ultima cosa che vorremmo».
Entrambi i ristoratori aspettano una serena riapertura per l’inizio del 2021. Spostandoci più verso il centro, il ristorante-pizzeria “Uliveto” è organizzato tanto per comunioni e matrimoni in tempi normali, quanto per il servizio, in tepi di Covid, di asporto e delivery che offre puntuale ai suoi clienti anche in contenitori e vassoi ecosostenibili. I titolari Ada e Tony Salvatori, dopo la scelta del menù fisso di Natale che hanno trovato vincolante, hanno deciso di optare per il veglione su un menù alla carta: «Abbiamo già delle prenotazioni, ma lasceremo liberi i clienti di scegliere tra i nostri piatti storici ed alcuni nuovi che stiamo già pubblicizzando sui social - spiega Ada - Secondo me stiamo pagando le conseguenze della crisi nel settore commerciale. Molti commercianti, a fine lavoro, si fermavano, ora rimangono a casa. Molti ne approfittano per mettersi ai fornelli loro stessi e non potendo nemmeno invitare ospiti e fare tavolinate, è naturale che facciano a meno del ristorante. A mio avviso incide la crisi economica».
Diversa la situazione in centro città, dove il proprietario del Sushi Ten 2, vista la particolarità dei suoi menù, ha già molte prenotazioni per fine anno: «Non facciamo cose particolari perché sono già particolari le cose che offriamo normalmente, sashimi, scampi, ostriche, gamberi rossi. Abbiamo già richieste sia da asporto che delivery». Sono grati ai loro clienti abituali sia Stefano Rocchi dell’osteria “I tre Compari” in via Zoppi che Emanuela Bontempi che lavora con sua figlia Giulia Troisi, titolare del ristorante “L’Arco della Martana” in via Beatrice, entrambi nel centro storico. «Abbiamo già prenotazioni e offriamo una scelta tra cinque antipasti, cinque primi e cinque secondi - racconta Rocchi - Non abbiamo attrezzatura per il delivery, ma siamo fortunati ad avere i nostri “follower” che ci sostengono e ci fanno lavorare. Siamo come in guerra e siamo pronti ad ogni evenienza, sia in trincea che all’attacco. Ci accontentiamo di quello che sarà». Emanuela Bontempi invece da quarant’anni è l’addetta alla cucina all’Arco della Martana: «Abbiamo già molte prenotazioni, molte dai nostri clienti affezionati che sono venuti anche a Natale. Abbiamo molte richieste di primi piatti (ravioli, lasagne) o secondi come filetto, tagliata, cozze ripiene, capretto o piccione. Sono rinomata per le mie specialità ai funghi, la pasta fatta in casa e la carne alla brace. Dividiamo il servizio tra delivery e asporto in pari quantità». —
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