Il Tirreno

la denuncia di confconsumatori 

«L’Inps sbaglia il Cud e le sanzioni agli utenti»

Libero Red Dolce
«L’Inps sbaglia il Cud e le sanzioni agli utenti»

Secondo invio della certificazione unica per errori dell’ente pensionistico. Ma i fogli arrivano quando i termini sono scaduti

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Libero Red Dolce

massa. Arrivano delle lettere dall’Inps ad alcuni pensionati e dento non c’è una bella notizia. C’è stato un errore nell’invio dei Cud a un numero importante di persone in tutta Italia e il caso tocca anche la provincia apuana. Peccato però che il secondo foglio, inviato sempre da Inps, sia arrivato in alcuni casi a termini di presentazione già scaduti per evitare le sanzioni previste. Un rompicapo burocratico di non poco conto.

In base ai primi Cud inviati(certificazione unica) i cittadini hanno fattio la dichiarazione dei redditi per l’anno 2020. E fin qui la norma. In questo caso però ci sono stati degli errori nella redazione del documento - non specificati dall’ente pensionistico - per cui hanno mandato tra novembre e dicembre una nuova certificazione sostitutiva di quella precedente. E qui arrivano i problemi.

«Una delle persone che si è rivolta a noi - spiega l’avvocata Francesca Galloni di Confconsumatori- aveva presentato la dichiarazione dei redditi entro il termini originario, previsto del 30 di giugno. Seguendo dunque il normale iter indicato dall’Inps. Poi, in data 11 dicembre, ha ricevuto questa seconda lettera dell’Inps e il termine per fare la modifica senza incorrere in sanzioni scadeva il 10 dicembre». Insomma la lettera è arrivata quando il termine era già scaduto.

Il problema, oltre che di natura logica, è anche amministrativa. «Chi si è trovato in questa situazione ha dovuto ripresentare la dichiarazione dei redditi, entro il 10 di marzo 2021, pagando una sanzione di 25 euro. Questo perché la dichiarazione dei redditi viene considerata tardiva». Il paradosso di vedersi accollare un costo per una mancanza che invece è stata subita. «Non è l’unico costo. È chiaro che gli utenti hanno dovuto pagare una seconda volta il commercialista che ha dovuto fare nuovamente la dichiarazione dei redditi», spiega Galloni.

L’alternativa c’è, ma non è migliore del caso appena spiegato. «Si può non fare nulla, ma a quel punto è omessa dichiarazione e arrivano multe molto più alte da parte dell’Agenzia delle Entrate. Insomma, per un errore che ha commesso l’Inps i pensionati si trovano in una situazione di scacco».

C’è poi la questione delle eventuali agevolazioni fruite che sono sottoposte alla presentazione dell’Isee. Chiarisce ancora Galloni: «Possono avere fatto una dichiarazione dei redditi che hanno utilizzato per avere l’Isee e avere delle agevolazioni. E ci sono persone che possono avere subito un ulteriore danno perché magari hanno ottenuto dei bonus in base a quanto scritto sulla dichiarazione sbagliata dell’Inps che adesso devono modificare».

Non sono pochi a essersi rivolti a Confconsumatori per sollevare il problema, chiedendo come fare a non subire questa ingiustizia. «Un errore dell’Inps non può comportare un onere ulteriore per chi aveva già rispettato le regole, con in più una sanzione di 25 euro. Chiediamo che almeno quest’ultima sia eliminata. L’Inps deve essere responsabile di ulteriori danni, come una nuova parcella del commercialista o il dover restituire bonus dei quali si è usufruito». —

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