Il Tirreno

«Gli indizi di colpevolezza non sono sufficienti». Libera Tamara Pucciarelli, era ai domiciliari

Tiziana Gori
Tamara Pucciarelli durante l'interrogatorio di garanzia
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Tamara Pucciarelli durante l'interrogatorio di garanzia

Massa-Carrara, scandalo accoglienza: la decisione del Tribunale del Riesame di Genova

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Tiziana Gori

massa. Torna a piede libero Tamara Pucciarelli, consigliera della Serinper, nonché moglie del vicepresidente Enrico Benassi, che resta agli arresti domiciliari così come il presidente della cooperativa di accoglienza minori, Alessio Zoppi.

La richiesta di riesame riguardava solo Pucciarelli, e ieri il collegio difensivo formato dagli avvocati Antonio Scarano, Riccardo Lenzetti e Davide Cariola ha dato la notizia che il tribunale genovese ha accolto «in pieno» la loro richiesta.

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«Gli indizi addotti per legittimare l’emissione nei suoi confronti di qualsiasi misura cautelare - spiega Scarano - non sono sufficienti».

«È a piede libero. La revisione critica posta in essere dal Riesame di Genova è stata tale che nei confronti della signora Pucciarelli non è stata disposta nemmeno una misura cautelare affievolita». Volendo, quindi, può tornare al lavoro. «Anche Benassi e Zoppi potrebbero. Non c’è interdizione in questo senso. C’è chiaramente, una misura cautelare di arresti domiciliari che rende impossibile tutto questo. Ma l’attività della cooperativa prosegue».

La notizia dell’istituzione, da parte del Comune di Massa, di una commissione conoscitiva interna per far luce sui mancati monitoraggi e sui rapporti intercorsi tra la funzionaria del Centro affidi, Paola Giusti, e la stessa Serinper, non è passata inosservata. «Serinper - annuncia Scarano - ha incaricato degli avvocati amministrativisti». La battaglia prosegue insomma. E con essa la volontà da un lato di fare chiarezza e dall’altro di mettere in campo validi strumenti di difesa. Quello che, secondo l’ordinanza della giudice Marta Baldasseroni, è successo tra Serinper e pubbliche istituzioni non è certo cosa di poco conto. Si parla di anni di presunte corruzioni e traffico di influenze illecite per favorire Serinper in cambio di assunzioni di parenti nelle strutture della cooperativa. Il tutto sulla pelle di minori, ragazzi e ragazze, e le loro madri in alcuni casi, che quelle strutture dovevano non solo accogliere ma anche proteggere.

Il tribunale del Riesame ritiene che, nel caso di Tamara Pucciarelli, gli indizi di colpevolezza siano flebili. «La misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della Pucciarelli, socia fondatrice della cooperativa Serinper, membro del consiglio di amministrazione e responsabile dei servizi educativi è stata annullata. Il tribunale di Genova, riunitosi in camera di consiglio in esito all’udienza tenutasi il 28 dicembre, ha accolto la nostra tesi. Il tribunale ha vagliato i capi di accusa e gli elementi di prova raccolti a carico della Pucciarelli dalla procura nei lunghi mesi di indagine e ha escluso l’effettivo coinvolgimento della stessa, valutando in ogni caso come insufficienti gli indizi addotti per legittimare l’emissione nei suoi confronti di qualsiasi misura cautelare.

La non sussistenza di un quadro indiziario grave ma l’esistenza di pochi indizi, oltretutto suscettibili di una interpretazione plausibile e diversa da quella accusatoria sono, dunque, gli elementi che hanno condotto i giudici a ordinare l’immediata liberazione della Pucciarelli. «Si tratta di una valutazione a tutto tondo che inizia a ricondurre i fatti nel solco della loro reale portata. Serinper è una realtà importante per la città di Massa e le accuse al vaglio della magistratura devono essere tenute separate dall’importante compito che la cooperativa ha svolto in questi anni», sottolinea il collegio difensivo. —

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