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Tassazione del marmo: mancano 1,7 milioni nelle casse del Comune

Luca Barbieri
Tassazione del marmo: mancano 1,7 milioni nelle casse del Comune

I minori introiti del 2020 in linea con quelli degli anni scorsi Alcune aziende hanno già chiesto di poter rateizzare il “rientro”

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carrara. Mancano soldi nelel casse comunali: sono gli insoluti dalle imprese del lapideo, ossia quella parte di tassazione dovuta per il 2020 che non è stata versata. Il conteggio degli insoluti si dovrebbe chiudere in linea con il biennio precedente quando gli importi non versati viaggiavano attorno a quota 1,7 milioni di euro circa. Anche se i dati ufficiali saranno messi nero su bianco soltanto tra qualche settimana, i report degli uffici comunali raccontano di un trend confermato anche per quest'anno.

«Per gli insoluti, la quantità si mostra in linea con quella degli anni precedenti evidenziando un risultato buono soprattutto rispetto a un quadro economico nazionale che ha presentato criticità», specificavano i tecnici del municipio nell'ultima commissione marmo che aveva fatto uno screening al 2020 del settore marmifero tra produzioni, introiti e blocchi. E aggiungevano: «Tra le aziende insolventi però ci sono già richieste di rateizzo».

Gli insoluti nel 2018-2019 erano all'incirca di 1,7 milioni di euro, ricordiamo; e la stima per il 2020 che si sta per concludere conferma la tendenza, nonostante il “meno” 3 milioni di euro che incasseranno dal lapideo per via dell'emergenza sanitaria le casse comunali e di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi. Più generalmente, il tema degli insoluti si inserisce nel dibattito innescato dalle quattro determine a firma del dirigente del settore marmo Giuseppe Bruschi, che per altrettante cave hanno sancito la «sospensione dell'attività estrattiva e la riscossione coattiva». La sospensione è arrivata per il mancato versamento del contributo di estrazione (oltre 3 milioni di euro, accumulati nel corso degli anni, almeno dalle cifre disponibili nelle determine).

«È la prima volta che le autorizzazioni vengono sospese per il mancato pagamento del contributo di estrazione. Si tratta di un provvedimento importante, è la conferma che nel settore è stata avviata una nuova gestione improntata all'equità e alla civiltà. Esattamente come i cittadini, anche alle cave, da oggi, chi non paga ne subisce le conseguenze. Pagare il contributo di estrazione è doveroso nei confronti della collettività, è un onere che ricade su chi sfrutta un bene unico e non riproducibile», aveva detto il vicesindaco Matteo Martinelli. Come detto, il Regolamento comunale per la gestione e la riscossione del contributo di estrazione (in base alla legge regionale) specifica che le o sospensioni saranno valide o fino al pagamento dell'importo mancante, o fino all'ok di un piano di rateizzazione. —

Luca Barbieri

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