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Consiglio comunale in presenza, la rabbia della minoranza
villafranca in lunigiana. Disattenzione o convinzione della sicurezza del luogo? Qualunque sia il motivo il gruppo di minoranza non l’ha presa bene. E non avendo, a ieri, ricevuto risposta dal Comune, ha deciso di scrivere agli organi di stampa.
“Il gruppo di minoranza del Comune di Villafranca in Lunigiana -scrivono i consiglieri Fabrizio Mazzoni, Mario Guastalli, Emiliano Giusti, Alessandro Bronzini - denuncia pubblicamente la totale mancanza del rispetto delle più basilari regole di convivenza amministrativa e di democrazia.
Infatti nel pomeriggio di mercoledì 23 dicembre, abbiamo ricevuto la convocazione per una seduta ordinaria del consiglio comunale per lunedì 28 alle ore 21 in presenza nella sala polifunzionale del Museo Etnografico di Villafranca in Lunigiana. Nella mattina successiva mediante una Pec indirizzata alla giunta, al presidente del Consiglio comunale e al segretario generale, abbiamo espresso contrarietà nella modalità di svolgimento in quanto oltre a mettere a rischio la salute di tutti i presenti, compresi i dipendenti dell’ente, nel migliore dei casi potrebbe comunque costringere, in caso di riscontrata successiva inconsapevole positività di uno dei presenti, alla quarantena di tutti, con i conseguenti disagi di natura sociale, lavorativa ed economica che un malaugurato fatto del genere comporterebbe.
Nella comunicazione abbiamo ricordato che le istituzioni dovrebbero per prime dare il buon esempio, chiedendo al presidente del Consiglio di verificare quanto asserito e di provvedere tempestivamente alla riconvocazione del Consiglio comunale in video conferenza anche perché, tra l’altro, consideriamo davvero inaccettabile il fatto che un consigliere comunale per tutelare la propria salute, quella dei propri familiari ed in generale la salute pubblica, debba rinunciare ad esercitare il proprio ruolo di rappresentanza. La cosa più grave è stata la mancanza di una risposta, per questo motivo abbiamo deciso con grande rammarico di non partecipare al consiglio comunale come segno di protesta.
Ci auguriamo - concludono i quattro consiglieri - che in futuro non accadano più simili situazioni, sottolineando fin da subito di non accettare risposte del tipo “i consigli comunali si svolgono in totale sicurezza” perché in una fase di zona arancione con coprifuoco dalle ore 22, a ridosso di zone rosse, riteniamo essenziale tutelare la salute di tutti, soprattutto dei più fragili.
Concludiamo ribadendo che la cosa più grave è non aver risposto alla nostra proposta di una nuova convocazione del consiglio comunale in modalità a distanza per le motivazioni sopra riportate”. —
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