Il Tirreno

“noio volevàn savoir” 

Strafalcioni di Geografia, il premio a Manlio Di Stefano

Strafalcioni di Geografia, il premio a Manlio Di Stefano

Primo classificato al concorso il sottosegretario agli Esteri pentastellato che dopo l’esplosione al porto di Beirut solidarizzò coi cittadini libici

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carrara. È stata una gara molto agguerrita. Autentici “fuoriclasse” dello strafalcione geografico si sono duramente confrontati “dal basso” della loro cultura geografica.

Considerato che da anni Sos Geografia (Coordinamento nazionale dei docenti di Geografia) raccoglie sul suo sito le “perle” (oltre un centinaio in 5 anni) prodotte da personaggi pubblici (politici, giornalisti, cantanti, conduttori televisivi), da quest’anno ha deciso di formalizzare l’iniziativa con un premio che non poteva non intitolare “Noio volevàn savoir” alla leggendaria frase di un disorientato (quanto digiuno in storia e geografia) Totò nel film “Totò, Peppino …. E la malafemmina” (1956).

Vincitore di questa prima edizione, basata sul voto di circa 150 docenti e cultori della materia, è risultato l’onorevole Manlio Di Stefano (5 Stelle), nonché Sottosegretario agli Esteri, il quale, il 4 agosto, dopo la terribile esplosione al porto di Beirut (Libano) solidarizzò “con tutto il cuore” con gli “amici libici”.

Secondo classificato il senatore Matteo Salvini (Lega) che, il 4 ottobre, riferendosi al Piemonte e alla Val d’Aosta alluvionati, li ha collocati nel Nord Est. In terza posizione Vito Comencini (Lega), che l’8 gennaio, durante un intervento alla Camera, pronunciò il nome della rivista di geopolitica Limes (confine in latino) "laims" (lime) come l'agrume dei Caraibi.

Nella classifica “combinata”, su 26 dichiarazioni rilevate, surclassa tutti, con 5 esternazioni, Matteo Salvini insieme al suo partito.

«Tra il serio e il faceto - spiega il professor Riccardo Canesi, organizzatore dell’ironico premio - l’iniziativa vuole richiamare il generalmente basso livello di conoscenze geografiche da parte degli italiani e, nello specifico, della classe dirigente, il che è un po' più preoccupante. Non vogliamo additare al pubblico ludibrio nessuno. Le carenze geografiche e gli scivoloni che segnaliamo, insieme ai loro malcapitati autori, ci servono solamente per richiamare maggiore attenzione da parte dei decisori politici nei confronti di una disciplina strategica e, quindi, l’inderogabile necessità di un potenziamento del quadro orario per ogni ordine di scuola con docenti specialisti.

Occorre ribadire - prosegue - che la Geografia attuale non è certo un'arida e nozionistica serie di numeri e di toponimi ma una scienza interdisciplinare indispensabile, in questo mondo globalizzato, a “leggere” e quindi a comprendere la complessità dei fenomeni sociali, economici, politici e ambientali. Ringraziamo, quindi, il vincitore e tutti gli altri inconsapevoli partecipanti per aver contribuito con i loro scivoloni a far capire quanto sia utile la geografia». Il premio consisterà in un atlante geografico metodico e in un buono di 50 ore per ripetizione di geografia con docenti specialisti. —



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