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Solo la Torre Fiat “funziona” Per la Turimar progetti fermi

Solo la Torre Fiat “funziona” Per la Turimar progetti fermi

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MASSA. Grandi contenitori funzionali a un modello di turismo “che fu”. Ma anche esempi di architettura innovativa e lungimirante. Le ex colonie del litorale massese sono oggi in gran parte relitti abbandonati. Di cui si parla a ogni stagione estiva con progetti più o meno concreti di rilancio e recupero. Soltanto la ex colonia Fiat, con la sua torre e i suoi spazi giganti, ha trovato negli ultimi decenni un percorso di rivitalizzazione e di utilizzo di tipo turistico grazie a Verve. Turimar, invece che ha funzionato a lungo come ostello, offrendo camere a prezzi bassi a giovani di tutta Europa, ha alzato bandiera bianca. La questione colonie è stata anche a lungo al centro di dibattiti politico-amministrativi legati proprio al rilancio e alla “destinazione d’uso” degli immobili. Il Piano strutturale e poi il Regolamento urbanistico varati dalla giunta Volpi a fine mandato, stabiliscono che il 25% delle superfici delle ex colonie possano essere trasformati da “turistiche” a “residenziali”. Tradotto: possono diventare appartamenti da vendere sul mercato. Una misura – preceduta da lunghe e polemiche discussioni – mirata a favorire investimenti di riqualificazione da parte dei privati. Ma che non è servita, finora, a sbloccare la situazione. Fermo è anche il maxi progetto annunciato ormai quasi una decina di anni fa dall’Asi, società compartecipata dalle famiglie carraresi Bogazzi e Conti (quella di Red Graniti)), che ha acquistato la Turimar e la ex Olivetti.

Il recupero delle ex colonie comporta necessariamente investimenti da decine e decine di milioni di euro che finora nessuno ha concretamente messo in cantiere. A causa, probabilmente, anche di una difficoltà correlata: l’erosione della costa ha progressivamente fatto scomparire la spiaggia davanti alle ex colonie . E, senza ombrelloni, è difficile fare turismo Marina di Massa. —

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