Il presidio
Allagamenti fiumi rigonfi e mareggiate Lunedì di disagi
Durante la mattina vento fortissimo e lungomare bloccato In via degli Unni un albero caduto ha bloccato il passaggio
Ivan Zambelli
massa-carrara. Il maltempo in tutte le sue forme: allagamenti, rami strappati ed alberi abbattuti, fiumi paurosamente rigonfi, verande scoperchiate, mareggiate; insomma, una pioggia di disagi. Disagi che si sono fatti sentire particolarmente nel corso della mattinata, cioè nel pieno dell’allerta arancione, poi mitigata in gialla dall’ora di pranzo.
Ad esempio qualche disagio l’hanno avuto i residenti della Partaccia, che verso le otto e mezzo hanno trovato un albero che sbarrava via degli Unni. Per fortuna nessun danno a cose o persone, ma soltanto viabilità interrotta per un paio d’ore e ripristinata grazie all’intervento del Soccorso Azzurro. Un pino è crollato lungo il fiume Frigido, lato Carrara, ma anche in questo caso non risultano danni. Di rami pendenti o strappati dalla forza del vento invece si perde il conto, tanto che per tutta la giornata c’è stato un intenso via vai di elevatori su tutto il territorio comunale.
Ma le folate non si sono limitate agli alberi: ad esempio se qualcuno si è avventurato per Marina di Massa nelle prime ore del mattino avrà notato sedie e tavoli sparpagliati un po’ ovunque, bidoni della spazzatura trascinati fino in strada, transenne a terra, qualche cartello della segnaletica divelto. Ovviamente anche la pioggia ha fatto la sua parte.
Per tutta la giornata le caditoie, ovvero i tombini dedicati al deflusso dell’acqua piovana, hanno avuto il loro gran da fare per drenare i vari allagamenti che si sono verificati un po’ ovunque: sul lungomare, e come spesso accade, nei sottopassaggi di via degli Oliveti, via dell’Industria, del viale della Repubblica ma anche nella devastata via Massa-Avenza, all’altezza del nuovo parcheggio dei camion e della svolta con via Martiri di Cefalonia. Caditoie che spesso portano le acque raccolte dentro i fiumi, contribuendo ad ingrossarne la portata.
Il Frigido ad esempio ha raggiunto livelli significativi, ma senza raggiungere livelli critici, tanto che pure con la pioggia si poteva vedere qualche temerario a spasso con il cane. Sotto speciale attenzione invece è stato il torrente Ricortola, come del resto fanno ogni volta i residenti, memori dell’esondazione del 2012 ed oggi più che mai allarmati per i lavori di adeguamento degli argini, attualmente interrotti.
Questa volta la potenza dei corsi d’acqua ingrossati ha provocato situazioni inedite, ed ambientalmente nocive.
È il caso del torrente Lavello: da diverso tempo è stata installata poco prima della foce una rete di contenimento, chiamata in gergo “panna”, il cui compito è appunto quello di trattenere gli ammassi di rifiuti che qualche criminale sversa regolarmente dentro l’alveo, e che ogni mese devono essere rimossi con l’intervento di una ruspa.
Ebbene, questa volta il Lavello si è per così dire bonificato da solo: il punto di ancoraggio sul lato Carrara ha ceduto e la panna non ha retto, lasciando andare in mare quel che si era sedimentato. Ironia della sorte, nella rete è rimasta bloccata “solo” una caldaia e qualche bottiglia di plastica; giusto per rendere l’idea di cosa vi si può trovare.
Per fortuna, i danni potrebbero essere contenuti. Infatti, contattato per segnalare il problema, l’assessore con delega all’Ambiente Paolo Balloni ha rassicurato che gli uffici stavano già provvedendo al ripristino della panna, la quale era stata svuotata una decina di giorni prima. Nel pomeriggio poi la situazione è andata generalmente migliorando, con il progressivo ripristino della normalità. —
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