Il Tirreno

lo scandalo accoglienza 

«Fa specie che un funzionario danneggi di proposito i bambini»

Tiziana Gori
«Fa specie che un funzionario danneggi di proposito i bambini»

Bruno Conti, presidente della Compass: la mia cooperativa ha resistito bene, pensiamo ai minori 

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Tiziana Gori

massa-carrara. «No, come cooperativa non abbiamo subìto danni economici, anche se so dalle intercettazioni che il tentativo c’è stato. Sono dispiaciuto per il danno d’immagine creato al mondo delle cooperative sociali. Un settore già colpito dalla concorrenza del profit, prima, e dalla pandemia poi».

Soprattutto, a Bruno Conti (solo un’omonimia con il campione del mondo ’82), presidente della coop sociale Onlus Compass, «fa specie sentire un funzionario pubblico intromettersi in progetti destinati al sociale. Fa specie che si cerchi di favorire “amici e complici” danneggiando i più deboli, i bambini, che vengono già da esperienze di vita difficili». Il riferimento è alla responsabile del “Centro affidi” dei Servizi sociali Paola Giusti, agli arresti domiciliari per traffico di influenze illecite nell’ambito dell’inchiesta sui centri di accoglienza per minori gestiti dalla Serinper.

È ormai noto lo “stretto legame”, come lo definisce l’ordinanza a firma della giudice Marta Baldasseroni, tra la Giusti e il presidente Serinper Alessio Zoppi. Un legame emerso nell’ambito di numerose intercettazioni telefoniche. Contatti quasi quotidiani e “incontri in occasione di eventi conviviali e serate teatrali, nonché molteplici collaborazioni di carattere didattico/intellettuale”. Dalle indagini sarebbe emersa un’attività costante della funzionaria per favorire le cooperative facenti capo alla Serinper, in cambio di assunzioni di persone a lei vicine. Un lavoro costante che riguardava non solo i progetti di accoglienza ma anche telefonate di avvertimento prima di sopralluoghi ispettivi.

In una delle telefonate si fa riferimento alla cooperativa Compass, che nel 2019 si è aggiudicata la gestione del gruppo appartamento “Jonathan Livingston”. L’obiettivo è di toglierle finanze, sottraendole l’accoglienza di una madre e dei suoi due figli: «Diamo della corda a qualcuno per impiccarsi», dirà la Giusti. Tutto questo a discapito della stessa famiglia, nei confronti della quale sarà relazionata una regressione educativa ad hoc per giustificare il trasferimento da un gruppo appartamento di semi autonomia, qual è il Livingston a una casa famiglia (ad alta intensità assistenziale), perché, come dice Giusti allo stesso Zoppi :«Il progetto viene in secondo. In primis c’è il bene della struttura, della cooperativa».

«Abbiamo partecipato alla gara per la gestione del gruppo appartamento Livingston - ricorda il vicepresidente Compass, Umberto Giorgi - perché siamo una cooperativa massese e il progetto c’interessava. Sì, circolavano voci su Serinper, ma senza prove. La gara se la aggiudicò, per merito tecnico, proprio Serinper e noi, come in tutte le altre occasioni, chiedemmo i documenti. Successivamente il Comune attribuì a Serinper un errore nella compilazione della modulistica e il Livingston fu affidato alla nostra gestione, che prosegue tuttora». Nelle intercettazioni risulta che la Giusti, quando seppe la notizia, avrebbe avuto “una crisi isterica”.

«Gestiamo una cooperativa - spiega Bruno Conti - che si occupa di servizi nel sociale da zero a cento anni. Abbiamo 400 dipendenti tra Toscana e Liguria. Questa inchiesta crea danni d’immagine considerevoli a un settore che lavora, al 90%, in modo sano, con grandi sacrifici. Anche adesso, con il Covid, stiamo cercando di mantenere livelli alti. Se ci costitutuiremo nel processo? No, non siamo stati - a conti fatti - concretamente danneggiati. Il servizio sta andando avanti bene. In questa vicenda quello che mi ha colpito, se sarà dimostrato in un eventuale processo, è il male fatto consapevolmente a delle madri e ai loro bambini. L’avere cambiato progetto educativo, inventandosi una regressione educativa, per giustificare l’affido alla cooperativa Serinper». —

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