Il Tirreno

dalle carte dell’indagine serinper 

Quando Giusti e Zoppi scrissero un libro sull’accoglienza dei minori

Tiziana Gori
Quando Giusti e Zoppi scrissero un libro sull’accoglienza dei minori

Autore della prefazione il professor Mazza, psicologo Nelle intercettazioni Giusti chiedeva a Zoppi di non mettere i due nomi in alto sulla copertina

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massa-carrara. Quando è stato pubblicato, nel 2018, il libro voleva essere una stella polare per il terzo settore. Già a partire dal titolo: “Accogliere un bambino e la sua storia. Esperienze, teorie e speranze del progetto di affido”.

Gli autori, poi. Una funzionaria pubblica, responsabile del “Centro affidi” dei Servizi sociali di Massa, e il presidente di una cooperativa sociale tra le più importanti del centro Italia. C’era tutto per credere che quel libro potesse essere per anni un punto fermo per addetti ai lavori e studenti universitari.

L’ordinanza del gip Marta Baldasseroni ha cambiato le carte in tavola. Secondo la giudice, Alessio Zoppi e Paola Giusti, ora agli arresti domiciliari, sono responsabili di corruzione e traffico di influenze illecite. Complice lo stretto rapporto che legava i due, la funzionaria avrebbe assegnato, o fatto assegnare, pazienti disagiati nelle case di accoglienza Serinper, tagliando fuori altre strutture in cambio di assunzioni di familiari. Non solo, almeno in un’occasione la Giusti avrebbe cambiato un progetto assistenziale per far inserire una madre e i suoi due figli in una struttura Serinper, a danno di una cooperativa concorrente.

Nel 2018, quando la bufera su Serinper era ancora lontana ma le intercettazioni disposte dalla procura erano già in atto da mesi, significative sono state alcune intercettazioni telefoniche. Zoppi e Giusti avevano in quel periodo una collaborazione con il professor Roberto Mazza, psicologo, professore associato all’ateneo di Pisa, dove insegna Metodologia e tecnica del servizio sociale. “Accogliere un bambino e la sua storia” è stato presentato al pubblico il 7 dicembre 2018. Dalle intercettazioni emerge come Giusti fosse molto perplessa sul progetto di locandina pubblicitaria. La funzionaria riteneva più opportuno «mantenere un basso profilo». «Mi sembra - diceva la funzionaria - un pochino una provocazione “il libro di Paola Giusti e Alessio Zoppi”. Io metterei piuttosto il libro, il titolo e poi metterei i nomi sotto, tra parentesi».

Insomma, la funzionaria qualche scrupolo se lo faceva. Meno Zoppi, almeno a leggere le carte dell’accusa. Anche se lo stretto rapporto con la Giusti non si confaceva ai rispettivi ruoli rassicurò la funzionaria, come la rassicurò quando Giusti ritenne non fosse conveniente presenziare a una cena dei Lions insieme. Zoppi le chiese di fargli «da cavaliera». «Ti voglio anche perché ospite della serata è il sindaco di Massa Persiani». «Ma non sarà sconveniente?», chiese lei. Zoppi rispose con nonchalance di no.

Del libro scritto dai due, autore della prefazione è stato il professor Mazza, che ora, da noi interpellato, preferisce non esporsi con commenti. «Guardi, io ho solo scritto la prefazione. Sì, so della vicenda e delle indagini in corso, naturalmente, ma non voglio entrarci. È una questione delicata, e non ho molte informazioni». E chiude cortesemente la conversazione, asserendo di avere persone in casa. Il libro, almeno per ora, non è più un punto di riferimento per il terzo settore. —

Tiziana Gori

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