Il Tirreno

l’ordine del giorno 

“Re- internalizzare” i lavoratori del Cup: un accordo bipartisan

Luca Barbieri

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carrara. Passa all'unanimità l'ordine del giorno che chiede il completamento del percorso di internalizzazione degli operatori del Centro unico di prenotazione (Cup). L'ordine del giorno presentato dalla capogruppo Pd Roberta Crudeli già nella seduta virtuale del 17 novembre, incassa un ok trasversale, maggioranza compresa.

«La questione delle operatrici e degli operatori dei Cup (in foto una loro protesta), la cui importanza è emersa con ancora più forza durante la pandemia, va rimessa al centro del dibattito», dice la capogruppo dem che aggiunge: «Il percorso di internalizzazione deve essere un obiettivo non più rinviabile perché queste lavoratrici e questi lavoratori vedano finalmente concluso il loro lungo periodo di precariato quale riconoscimento per la loro dignità e per ciò che hanno fatto e stanno facendo in queste difficili fasi legate all'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia».

E così, al centro del consiglio, ecco la richiesta da inoltrare prontamente ai vertici dell'Usl Toscana Nord Ovest, ad Estar e alla Regione. «Vista la grande percentuale di operatrici, rappresenterebbe anche una regolarizzazione di genere, per una provincia nella quale, nel 2019, si sfiorava il 19 per cento di disoccupazione femminile», sottolinea Crudeli. E per questo c'è già stato un incontro da parte dei Dem apuani con l'assessore regionale alla sanità Simone Bezzini.

Questo il primo ordine del giorno di quella che sarà probabilmente l'ultima seduta del 2020, aperta da varie interrogazioni: dai trasporti pubblici carenti sui paesi a monte e di alcune frazioni carraresi (Giuseppina Andreazzoli, Psi) fino all'ufficio anagrafe avenzino ancora off-limits, come riportato ancora dalla capogruppo Pd a segnalare i disagi della comunità avenzina complice la chiusura della sede. «Ci sono da superare una serie di problemi sia legati al personale, sia all'adeguamento infrastrutturale; non è un problema che si risolve in poco tempo. Non c'è nessuna volontà di chiuderla», le rassicurazioni arrivate dal primo cittadino. In coda anche il “riconoscimento del debito fuori bilancio derivante dalla sentenza del tribunale di Massa”, la numero 82 di quest'anno della sezione lavoro. «Una causa di una dipendente dell'amministrazione che ha avuto il riconoscimento dello svolgimento di mansioni superiori rispetto all'inquadramento»; una differenza da 8mila euro lordi per le casse comunali, come dettagliato dall'assessore Giovanni Macchiarini. —

Luca Barbieri

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