Il Tirreno

le risorse idriche, l’attacco dei comitati 

«Gaia diventi di diritto pubblico» I Comitati civici accusano i sindaci

; David Chiappuella
«Gaia diventi di diritto pubblico» I Comitati civici accusano i sindaci

I consigli comunali di Carrara e Massa hanno votato nel 2018 per la trasformazione ma senza effetti 

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MASSA CARRARA. “L’acqua deve essere pubblica”. Da tempo il Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico (Ccadbr) chiede ai sindaci soci di Gaia Spa, il gestore idrico integrato dell’alta Toscana, di trasformare la società che gestisce la rete idrica da “Spa” ad azienda di diritto pubblico. Una battaglia che non trova l’appoggio dei sindaci-soci.

«Nel corso del 2020 – -afferma il Coordinamento Ccadbr – i sindaci attraverso la “partecipata” esprimevano la volontà di voler trasformare l’attuale società in house in “società benefit”, pubblicando un documento che metteva a confronto i diversi modelli di gestione. Nonostante le nostre ripetute richieste siamo riusciti ad avere il documento prodotto da Gaia, solo dopo mesi dalla pubblicazione. Ci siamo avvalsi della consulenza volontaria dei tecnici del “Forum Italiano dei movimenti per l’acqua”, che hanno prodotto, con noi un documento di circa 50 pagine, in cui si analizzano gli aspetti trattati nel “dossier” di Gaia Spa».

Alla luce di quanto è emerso dal lavoro del “Forum”, il Comitato Ccadbr aveva poi chiesto ai 46 sindaci di Massa-Carrara, Lucca e Pistoia soci di Gaia di avviare un confronto attraverso un convegno nazionale, tenutosi in modalità on line lo scorso 30 settembre. Dice in proposito il Coordinamento: «Avevamo letto questa disponibilità al confronto come l’inizio di un processo partecipativo e di condivisione dei materiali che si sarebbero prodotti allo scopo, tanto che, proprio dai sindaci, era emersa la volontà di andare verso altri due convegni nazionali. Ma questo comportamento – sostengono gli ambientalisti – era evidentemente solo uno specchietto per le allodole, perché proprio in questi giorni abbiamo appreso, con modalità rocambolesche, che in ottobre Gaia Spa, ancor prima della realizzazione del secondo convegno, fissato per il 27 novembre, aveva già tratto le sue conclusioni, scritte in un ulteriore documento intitolato “Considerazioni sull’adozione da parte della società dello status di società benefit”, per trasformare la Spa attuale in un’altra Spa (ovvero la “Benefit”)».

Insomma, accusa il coordinamento, «o i sindaci non sono a conoscenza di quello che fa Gaia Spa, e quindi decide lei la politica idrica del comprensorio, oppure essi non sono stati trasparenti con i cittadini». In entrambi i casi, afferma ancora «il fatto è grave ed evidenzia un deficit nei passaggi democratici per la gestione dei beni di carattere pubblico».

Alla luce di ciò, il Ccadbr rivolge alcune richieste a Francesco Persiani e Francesco De Pasquale, sindaci di Massa e Carrara. «Per quanto sopra descritto e dopo aver assistito in streaming ai lavori del consiglio comunale di Massa dello scorso 7 dicembre, – scrivono gli attivisti – i cittadini chiedono al sindaco e alla giunta di uscire dall’ ambiguità, così come richiesto dal consigliere comunale dei 5 Stelle Paolo Menchini, e di dichiarare pubblicamente se si vuole dare seguito a quanto deciso nel consiglio comunale di Massa del 5 novembre 2018 ovvero “farsi promotore, nell’assemblea dei soci di Gaia e dell’Autorità idrica toscana, di un percorso per superare Gaia Spa verso un’azienda di diritto pubblico che possa integrare forme innovative di coinvolgimento attivo dei cittadini e dei lavoratori dell’azienda all’interno di un ambito territoriale più piccolo di quello attuale e quindi per bacino idrografico”».

Il Ccadbr, inoltre, chiede al Comune di Carrara «che si dia seguito a quanto già espresso dal consiglio comunale del 14 novembre 2018 , in cui si decise di procedere verso un percorso di ripubblicizzazione del servizio idrico. I cittadini attendono con chiarezza una risposta. Se così non sarà – chiudono i Comitati – significherà che la democrazia non esiste più e che i consigli comunali potranno diventare una farsa». —

David Chiappuella

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