Il Tirreno

primo giorno di apertura 

Folla, confusione e una rissa nel ritorno della Zona gialla

Alessandra Poggi

A Marina arrivano i carabinieri  per dei ragazzi che dopo le 18  non volevano lasciare il tavolo  del locale. E qualcuno dice: «C’è chi vende ai minorenni» 

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Alessandra Poggi

carrara. Risse, ragazzi ubriachi e assembramenti a Marina di Carrara: questo il risultato del primo giorno di zona gialla. E gli addetti ai lavori, i bar del centro, puntano il dito sui supermercati e gli alimentari, rei di vendere alcolici ai minori.

Qualche bar di comune accordo ha anche chiamato i carabinieri perché alcuni ragazzini non volevano liberare dei tavoli dopo le 18, dove tra l’altro erano seduti senza aver consumato. Secondo le testimonianze la rissa è avvenuta nei pressi del semaforo di viale Colombo, alla fine di via Rinchiosa, uno dei luoghi più gettonati dai ragazzi. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine.

Con la passeggiata chiusa in molti si sono riversati nel centro di marina, un po’ per ultimare gli acquisti di Natale un po’per trascorrere una giornata di semi normalità. Una cosa è certa i baristi non servono alcolici ai minori. Parola di Giacomo Timbro il titolare dei tre locali di via Rinchiosa, Bon Pro, Porfirio e Bon – Proncino: «da noi è filato tutto liscio – spiega – è andato tutto alla perfezione. In giro c’era una marea di gente di tutte le età e credo sia normale visto che la gente ha voglia di uscire, senza contare che se dai il cash back inviti la gente ad uscire. Come al solito era pieno di ragazzini, ma è inutile che ci mettano restrizioni a noi che facciamo tutto a regola d’arte. I ragazzi hanno bottiglie di vetro e nessun locale vende bottiglie di vetro, mettiamo tutto nei bicchieri di plastica. Nei miei locali ci vengono persone maggiorenni, ai minori non vendiamo alcolici. Il vero problema è che lo vendono gli alimentari, le pizzerie e i supermercati. Ci sono locali non autorizzati alla somministrazione che versano da bere alcolici. È inutile che vengano a fare i controlli da noi che siamo regolari. Ai miei dipendenti faccio indossare mascherine ffp2 per la tranquillità di tutti. Devono andare da chi non è autorizzato e fa il nostro lavoro, e che oltretutto continua a somministrare fino alle 22. Poi vorrei dire a tutti quelli che postano le foto degli assembramenti che se hanno paura devono stare a casa. Invece no, vanno anche loro a fare assembramento per fare le foto».

Anche Alessandro Palagi del bar Samba conferma che ai ragazzini l’alcol non lo vendono i locali: «ieri da me c’era pieno ed è andato tutto liscio, abbiamo lavorato bene. I ragazzini si ubriacano è vero ma comprano le bottiglie al supermercato. Si vede perché è pieno di bottiglie di vetro e lattine di birra, ma anche di bottiglie di bibite che i ragazzi riempiono di vodka. Noi non serviamo alcolici ai minori, e i minori al mio bar non vengono proprio perché è frequentato da persone più grandi». —

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