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La Fondazione Marmo onlus cambia il coordinatore
L’annuncio dell’uscente dottor Andrea Balestri, in carica dalla creazione del 2017 Sarebbe stato rinnovabile per un anno, è stato scelto di puntare sul rinnovamento
Carrara. La Fondazione Marmo onlus cambia coordinatore. È stato lo stesso Andrea Balestri, l’ex direttore di Assindustria scelto per questo ruolo, a raccontarlo in una nota: «Nel 2017 - spiega - un gruppo di imprenditori animati dal desiderio di restituire valore alla comunità dove si sono concretizzati i loro progetti di vita (e di impresa) mi ha chiesto di supportarli nella creazione della Fondazione Marmo, un ente a metà tra le fondazioni d’impresa e le fondazioni di comunità». E aggiunge: «Sono stati quattro anni (specialmente questo 2020 segnato dal contrasto all’emergenza Covid) vissuti intensamente all’insegna della filantropia e dell’aiuto alla comunità locale; è stata un’esperienza originale che, oltre ad avermi insegnato molto, ha avuto un discreto impatto, come racconta il Bilancio Sociale 2019».
L’incarico del dottor Balestri sarebbe stato rinnovabile per un anno, e lui sarebbe rimasto volentieri, ma la Fondazione ha preferito cambiare fin da subito, ovviamente riconoscendo quanto di buono è stato fatto dal coordinatore in questi anni. Così, come anche Assindustria ha cambiato guida con l’avvento di Matteo Venturi, anche la Fondazione ha preferito allinearsi al cambiamento, e a fine anno si insedierà il nuovo coordinatore.
Come avevamo scritto di recente, nel pubblicare la sintesi del bilancio sociale a cui fa riferimento lo stesso dottor Balestri, gli interventi della Fondazione Marmo «non sono identificati con i singoli promotori e i soci sostenitori, ma sono ascritti deliberatamente a tutto il settore marmo, patrimonio culturale e collante identitario distintivo del territorio. E parte dal marmo e da quello che rappresenta l’impegno della Fondazione ad operare per ridisegnare la struttura della vita collettiva locale riconnettendo in modo nuovo società ed economia del settore; creare le premesse per smorzare le conflittualità tra i suoi attori; sostenere progetti che guardano alle generazioni future». E ancora, «la Fondazione è convinta che il valore identitario del marmo rappresenta una leva preziosa per mobilitare energie e riattivare circuiti economici». Ora vedremo come si declinerà in concreto la voglia di rinnovamento e di nuove progettualità alla base del cambio di coordinatore.
M.B.
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