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«Tari, il Comune di Carrara rimandi il pagamento»
massa-carrara. «E dopo il Covid, il lockdown, la zona rossa e la chiusura forzata ecco che bussa alla porta un’altra sciagura: la Tari del Comune di Carrara. Infieriscono così su attività che sono già con l’acqua alla gola. Il prossimo anno a emergenza finita invece di bar e ristoranti la città sarà illuminata da vetrine vuote e cartelli affittasi. Se la tassa è dovuta, per legge, potevano comunque trovare un modo per aiutarci, per rimandare questo pagamento a tempi migliori. Invece si affidano alla gelida burocrazia degli uffici pubblici che certo non hanno visto la crisi neppure da lontano».
Rabbia e amarezza nelle parole di Gabriele Giovanelli, presidente del settore alimentazione di Confartigianato Massa Carrara e titolare del ristorante La Terrazza del Conte a Marina di Carrara. Proprio lui aveva sostenuto la zona rossa e di fatto il secondo lockdown di novembre, in nome di un bene superiore: per la salute di tutti e magari per salvare il periodo di Natale. La riapertura dei locali pubblici è rimasta però di fatto sospesa, impiccata a una zona gialla che è arrivata praticamente a ridosso delle festività quando il Governo vorrebbe imporre nuove restrizioni generalizzate.
«Le attività commerciali stanno andando a gambe all’aria. Incassi ridotti a zero e balzelli su balzelli. Qui mandano le famiglie sul lastrico – incalza ancora Giovanelli -. Quando è arrivata pure la Tari da pagare ho visto nero. Io capisco tutto. Capisco la normativa e la legge. Capisco persino la burocrazia. Ma non accetto che la politica non sappia prendere decisioni di buon tempo in tempi di emergenza. La Tari è dovuta per coprire i costi di raccolta e smaltimento rifiuti? Bene, allora troviamo il modo di sopperire con il bilancio comunale rimandando il pagamento, senza interessi o mora, a tempi migliori. Oppure troviamo il modo di alleggerirla, di alleviare le sofferenze di categorie come le nostre, dei pubblici esercizi, messe in ginocchio dal Covid. Questo deve fare la politica: sopperire col cuore alla burocrazia dei numeri».
C’è un aspetto, inoltre, che dovrebbe far riflettere il Comune: «Basta pensare che per tutti i mesi in cui siamo stati chiusi di fatto era impossibile produrre rifiuti. Quindi l’amministrazione potrebbe persino aver risparmiato sui costi del servizio». Poi i soldi nelle casse di palazzo civico non mancano e magari alcune risorse avrebbero potuto essere utilizzate su altri fronti: «Alle nuove aperture si potrà lavorare dal prossimo anno». —
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