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Nascondono ai creditori un appartamento, scatta il sequestro
carrara. Sono madre e figlia, entrambe amministratrici di una società messa in liquidazione nel 2016. Nel giugno del 2017 il Tribunale di Massa dichiara il fallimento di quella società. È in quel momento che - secondo la Guardia di Finanza - le due donne cercano di mettere “al riparo” dai creditori un immobile di loro proprietà, un appartamento a Carrara. Si tratta di un’abitazione di pregio, al primo piano di una palazzina signorile, ad Avenza.
Madre e figlia, però, tentano di “salvare” l’immobile di loro proprietà attraverso una serie di operazioni bancarie e immobiliari che destano, per modi e tempi, qualche sospetto e su cui, quindi, la guardia di finanza punta la lente di ingrandimento, alla luce anche della liquidazione della società, quindi della successiva dichiarazione di fallimento. Scattano dunque gli accertamenti dei Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ed emerge, appunto, che due donne, amministratrici della società fallita avevano effettuato una serie di operazioni bancarie, finanziarie e anche immobiliari con il preciso scopo di nascondere una parte del loro patrimonio, per un ammontare di circa 150mila euro. E in questo modo lo avevano sottratto ai creditori che, visto il fallimento, su quegli immobili vantavano diritti.
È scattato quindi, nei giorni scorsi, il sequestro conservativo, a tutela delle garanzie dovute ai creditori della società fallita. Il sequestro dell’appartamento ad Avenza è stato eseguito dalle Fiamme Gialle di Massa Carrara in esecuzione ad un decreto di sequestro conservativo, emesso dal Tribunale di Massa.
In particolare lo scopo del provvedimento emesso dal Tribunale è quello di evitare che l’abitazione venisse messa in vendita da madre e figlia. Qualcuno, infatti, ignaro della situazione, avrebbe potuto acquistare, in completa buona fede, l’appartamento e le due donne si sarebbero garantite la disponibilità del denaro. È per evitare quella possibilità che la Procura della Repubblica di Massa ha immediatamente chiesto e ottenuto dal Tribunale il sequestro dell’immobile per garantire, come già dicevamo, le giuste soddisfazioni dei creditori della società fallita nel 2017 e di cui madre e figlia erano due amministratrici. —
R.C.
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