Il presidio
Alla Gesco gli show room del marmo
In zona industriale la filiera del lapideo, ma in campo anche l’ipotesi di vendere l’intero lotto all’Asl per portarci il distretto
Alessandra Vivoli
CARRARA. Una operazione da 5 milioni e mezzo di euro. È con questa cifra, all’asta, che la cordata composta dal patron di Furrer Gino Mazzi e un altro imprenditore del lapideo, Paolo Majello, hanno acquisito la proprietà dell’area Gesco, nella zona dell’ex Olivetti.
Il lotto dove secondo i progetti squadernati negli anni passati, dove nascere un nuovo polo ad alta tecnologia delle piccole imprese, con corollario di 200 posti di lavoro, quindi passata di mano dopo una serie di aste andate deserte. E ad una cifra molto inferiore rispetto alla base d’asta fissata sugli 11 milioni.
E, adesso, si disegna il futuro dell’area con una serie di ipotesi in campo.
L’area
Stiamo parlando di 96mila metri quadrati dell’area ex Olivetti. Qui 19 anni fa nacque Gesco, con grandissime aspettative anche legate ai profili occupazionali. Sotto l’egida di Confartigianato, lo ricordiamo, 37 aziende si consorziarono per acquistare L’obiettivo, era di creare un polo all’avanguardia che avrebbe dovuto portare sul territorio 200 posti di lavoro. Le aziende ci misero 11 milioni (a cui si aggiunsero 4, 5 milioni di interessi) ma il comparto non è mai decollato. Nel maggio del 2016 venne decretato il fallimento di Gesco. Da allora la storia è costellata di tentativi di vendita (all’asta) andati deserti. Fino all’ultimo che ha visto Mazzzi e Majello aggiudicarsi l’area.
il futuro
Sulla carta non ci sono ancora progetti o, se ci sono, sono al momento riservati. Quelle che si prospettano sembrerebbero due ipotesi per quel che riguarda il futuro dell’area ormai ex Gesco.
Da una parte si parla di una vendita, in blocco, di tutti i 96mila metri quadrati all’Asl. Del resto che ci fossero mire dell’azienda sanitaria su quest’area è cosa nota, tanto che si era peraltro anche di un ambizioso progetto di portare, in zona, il distretto sanitario e una parte di ambulatori.
L’altra ipotesi in campo è quella legata più prettamente al mondo del lapideo e in particolare alla valorizzazione della filiera in loco prevista come vincolo di premialità anche all’interno dei Pabe comunali. Nelll’area ex Olivetti potrebbe quindi sorgere una parte dedicata alla lavorazione del lapideo e un nuovo maxi show room dedicato ai prodotti lapidei “finiti”. Un luogo dove poter accogliere progettisti e architetti con una gamma completa di lavorati.
In questo caso al nuovo progetto Gesco sarebbero legati nuovi posti di lavoro. Certo, al momento, è difficile quantificare anche perché i nuovi acquirenti preferiscono tenere riservati i progetti relativi all’area da loro acquisita.
–
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
