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Processo Politeama, altro rinvio L’udienza slitta a febbraio

L.R.D.
Processo Politeama, altro rinvio L’udienza slitta a febbraio

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carrara. Rinviata al 18 febbraio dell’anno prossimo l’udienza per il processo Politeama. La causa è la mancanza di rispetto del protocollo Covid per la capienza dell’aula di assise chiesto dalla difese, ma condiviso da tutte le parti, anche dagli avvocati di parte civile e dal pm. La giudice Antonella Basilone ha accolto la richiesta.

È il secondo rinvio di seguito per il procedimento che riguarda il crollo del tetto della struttura. Anche l’udienza del 20 novembre scorso venne rinviata e la data fissata era appunto quella di ieri. Un rinvio che preoccupa ovviamente i tanti che sono in attesa di una definizione del procedimento. In primis il Comitato per la difesa del Politeama che di recente ha fatto un appello alle istituzioni perché la struttura torni in mano pubblica.

Intanto per quel che riguarda la prescrizione ricordiamo che bisogna partire dai due crolli. O meglio, dal cedimento di un pilastro nel giugno del 2008 e quello di una parte dell’edificio nel 2011. I due episodi sono stati riuniti in un unico fascicolo (il materiale è contenuto in decine di faldoni) e la prescrizione del reato contestato, il 434 del codice penale, si calcola in 12 anni più tre: visto che bisogna aggiungere un quarto per la prescrizione lunga. Partendo dal 2011 si arriva dritti al 2026.

A luglio è nato un gruppo di lavoro, coordinato dalla Camera di Commercio, nato su impulso degli Amici della lirica e altri appassionati del bel canto, delle rappresentazioni teatrali e in genere della città. Il tentativo è quello di restituire il teatro alla città. Anche se ovviamente i tempi del processo non sono indifferenti per gli esiti del gruppo di lavoro. Al tavolo siedono la Camera di Commercio, i rappresentanti della Caprice, società proprietaria del teatro, il Comune - quale ente istituzionale di riferimento e anche proprietario di una parte del complesso centrale dello stabile - oltre alla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, la Fondazione Marmo e un rappresentante dei cittadini e Amici della lirica. C’è poi pendente anche un ricorso al Tar, sul corpo centrale della struttura. E vi è il nodo della proprietà concomitante. «Abbiamo già fatto due incontri, presto ce ne sarà un terzo - spiegò Dino Sodini, presidente della Camera di Commercio - sappiamo che il progetto è ambizioso e il risultato non è assolutamente scontato. Ma se non ci si prova, sicuramente non ci si riesce. Dalle possibili sinergie che si possono studiare, è emersa la possibilità di avviare i benefici dell’Art Bonus» —L.R.D.

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