Il Tirreno

Aveva 78 anni 

Pontremoli piange la scomparsa di Enrico Ferri

Massimo Braglia
Pontremoli piange la scomparsa di Enrico Ferri

Il decesso ieri all’ora di cena, è stato il simbolo del rilancio della città Lascia la moglie e quattro figli, sarà ricordato anche per la sua grande umanità

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Massimo Braglia

PONTREMOLI. Pontremoli e la Lunigiana sono in lutto per la scomparsa di Enrico Ferri: aveva 78 anni. Lascia la moglie Lucia e i figli Filippo (in polizia a Milano), Jacopo (avvocato e consigliere comunale), Cosimo (parlamentare) e Camilla (farmacista al San Raffaele a Milano). Arrivò nella città del Campanone nel 71 da pretore, e da qui decollò la sua attività di politico fino ad arrivare alla carica di ministro con il Psdi, poi parlamentare ed europarlamentare.

Di carattere solare, sempre sorridente, uno dei suoi punti di forza era la memoria strepitosa, era capace di ricordarsi a distanza di anni di un incontro. Enrico Ferri ha lasciato il segno certamente per le molte opere che ha promosso per il territorio e in particolare per Pontremoli, ma sarà ricordato alla fine soprattutto perché “c’era sempre”, per ogni necessità, per tutti. Il tratto umano, la disponibilità, la porta aperta nel vero senso della parola.

La simpatia, nel senso anche letterale di farsi carico degli altri e di condividere. Anche chi politicamente non la pensava come lui gli ha sempre riconosciuto questa capacità di sapersi impegnare per gli altri. Certo, poi ci sono anche i risultati, come la ristrutturazione del teatro della Rosa, il sottopassaggio della ferrovia, il centro Anas, il tribunale, il carcere. Di sicuro, con lui nel pieno delle forze il tribunale di Pontremoli non è mai stato in discussione.

Pontremoli che con il Bancarella e le iniziative del Centro lunigianese di Studi giuridici è stato davvero per anni un polo centrale nel dibattito culturale e del diritto. Negli anni in cui esplose Tangentopoli, tutti cercavano Di Pietro per una intervista; era introvabile. La prima uscita ufficiale la fece a un incontro promosso da Enrico Ferri, a Pontremoli. Anche Zucchero in quegli anni si è innamorato della città, diventata attrattiva e innovativa.

Del Ferri politico e ministro, il Tirreno scrive anche in altra pagina. Diventò ministro quando ancora non era parlamentare, e questo rende bene l’idea del peso politico e personale di Enrico Ferri, della sua personalità carismatica e al tempo stesso alla mano.

Riusciva a mantenere unito l’impegno locale, come sindaco, e sul piano nazionale ed europeo quand’era europarlamentare, una figura “glocal” come si direbbe oggi in anticipo sui tempi.

E sempre tenendo come bussola e punto di riferimento la famiglia, la moglie e i quattro figli dei quali due hanno seguito le orme politiche - prima Jacopo, consigliere regionale, poi Cosimo, sottosegretario e ora parlamentare - e tutti e quattro hanno rappresentato la sua grande gioia. Sindaco per quattordici anni (con un colpo di scena, nominò assessore a inizio anni 2000 Iva Zanicchi), poi vicesindaco, come ultimo incarico pubblico fu all’Ufficio coordinamento attività internazionali del Ministero della Giustizia, nominato da Clemente Mastella. Siamo al 2008.

Purtroppo, i problemi di salute per alcuni anni hanno privato Pontremoli e l’intero territorio della sua presenza, della sua preparazione, delle sue grandi doti umane. È morto ieri, all’ora di cena. In città nel giorno del suo funerale sarà lutto cittadino.

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