«Noi magistrati onorari traditi dallo Stato» La protesta in toga di fronte al tribunale
I 22 in forza a Massa chiedono tutele: «Siamo lavoratori subordinati e ci pagano a gettone». Se assenti, retribuzioni ferme
Libero Red Dolce
massa. Traditi dallo Stato. È un termine forte, specie se proviene da uomini e donne che servono la giustizia da anni. Eppure è così che si sentono i magistrati ordinari al tribunale e alla procura di Massa, 22 persone che con il loro lavoro garantiscono che i processi vadano avanti, le carte non si accumulino, i cittadini abbiano risposte. E ieri si sono organizzati per una protesta simbolica, ma decisa, di fronte alle scale del tribunale, come migliaia di colleghi in tutta Italia. Chiedono di avere riconosciuto lo stato di lavoratori subordinati ma lo stato, quello stesso che di loro ha così bisogno da rinnovarli da 20 anni, per ora non ascolta. Si sono schierati di fronte alle scale del tribunale. Non erano tutti, eppure a vederli ci si può rendere conto di una cosa: senza il loro lavoro il tribunale difficilmente riuscirebbe ad andare avanti.
A parlare per prima è Debora Bracco, rappresentante dei vpo, sigla che sta per i vice procuratore ordinario. «Quello che rivendichiamo oggi è quello che rivendicano tutti i magistrati ordinari in Italia: il riconoscimento delle tutele minime per i lavoratori. L’indennità per le malattie, i diritti. La situazione della procura, che attualmente è sotto organico, fa sì che quasi tutti i processi monocratici li fanno i vop, così come i giudici di pace». Si consideri che, nonostante il legislatore abbia prorogato per un ventennio il loro ruolo, “ha comunque ritenuto che il termine onorario lo esimesse dal corrispondere una retribuzione adeguata”, come spiegano in un comunicato che hanno diffuso. A ogni onorario viene corrisposta una indennità di 98 euro lordi ad udienza, che viene pagata soltanto se l’udienza si tiene effettivamente. Altrimenti nessun compenso. S’immagini cosa abbia significato questo al tempo della pandemia, con tantissime udienze che saltano per rinvii, nella fase attuale, o con la sospensione totale che c’è stata durante i primi mesi della pandemia. La stessa vop Bracco racconta di essere stata ferma per un mese. «Ovviamente senza alcuna retribuzione e lo stesso per una collega got».
I got, sigla per giudice onoraio del tribunale, sono rappresentati da Vanessa Castagna. «Al civile gli onorari sono impegnati nella volontaria giurisdizione, tutelari con la supervisione del togato e ci occupiamo di istruttoria e sentenze. Nonché delle esecuzioni immobiliari». Sembrano cose lontane a chi non vive i tribunali, ma quando si finisce tra le maglie della giustizia la possibilità che i procedimenti viaggino spediti è apprezzata eccome. E questo è garantito dagli onorari. Anche il presidente del tribunale, Paolo Puzone, è a fianco della protesta. «Appare inspiegabile e ingiusto che le rivendicazioni della magistratura onoraria non vengano prese finalmente in considerazione, assicurando ai prestatori di tanto prezioso servizio la tutela che meritano, sia sotto il profilo prettamente giuridico di tutela del lavoratore, sia con riferimento allo specifico ambito in cui operano». Anche dalla procura e dall’ordine degli avvocati è arrivata la stessa solidarietà. —
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