Il presidio
Un complesso marchingegno per comprare dei terreni
LUCCA. Un complesso marchingegno con rogiti notarili falsi per acquistare terreni vicino ad aree di cava anche appartenenti all’Enel risultata all’oscuro di tutto. Mario Puglia era un vulcano di idee e si serviva del geometra Marco Bertoncini - a cui durante la pandemia e senza procedure pubbliche era stato rinnovato l’incarico di ricerca di terreni sul territorio sulla carta boschivi e agricoli ma vicini alle cave e da destinare ad attività estrattiva - per mappare aree di valore irrisorio da acquistare e poi rivendere a imprenditori del marmo, primo tra tutti Giorgio Turba, a prezzi decisamente maggiorati a volte dieci volte quello di acquisto. Nessuna procedura di evidenza pubblica veniva esperita e in alcuni casi Puglia si sarebbe dichiarato proprietario di un’area senza in realtà esserlo e senza che, durante il rogito, il notaio non eccepisse sulla documentazione fornita dall’ex sindaco di Vagli. In una circostanza Puglia avrebbe convinto il signor Bernacca a dichiararsi proprietario di un terreno vicino ad una cava pur di creare titoli di proprietà per far vendere particelle agli imprenditori interessati all’attività estrattiva. In un rogito del marzo 2016 i terreni acquistati da Mario Puglia per un prezzo stabilito di 7mila euro vengono ceduti a Cristina Turba, la figlia dell’ex presidente della Massese, Giorgio Turba, ad un prezzo che si aggira sui 60mila euro. Stando alla procura dell’attività illecita dell’ex primo cittadino di Vagli era perfettamente a conoscenza anche la moglie - tra l’altro la donna ieri mattina ha avuto un momento di smarrimento durante la visita dei militari che hanno notificato l’ordinanza di arresti domiciliari al marito che non era in casa - che passando accanto ad un terreno venduto a un imprenditore straniero avrebbe commentato con il coniuge la perplessità di un’eventuale guadagno dalla messa in coltivazione dell’area. —
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